Le associazioni Free, Aiel, AssoEGE, AssoESCo, Ater, Ecofuturo, Federidroelettrica, Fire, Italia Solare, Kyoto Club e Legambiente hanno inviato una lettera al Governo chiedendo il ripristino delle risorse economiche necessarie a finanziare le domande relative alle comunità energetiche e presentate entro i termini del bando Pnrr.
Le associazioni fanno riferimento all’ampiamento degli strumenti di flessibilità fiscale concesso di recente dall’Unione europea per investimenti in transizione energetica. Questa flessibilità, che equivale a circa 6,77 miliardi di euro all’anno, può rappresentare una fonte da cui attingere per garantire piena copertura alle richieste ammissibili.
“Le CER producono benefici ambientali, economici e sociali diffusi e rappresentano uno degli strumenti più efficaci per rendere cittadini e territori protagonisti della transizione energetica”, si legge nella nota inviata dalle associazioni al Governo.
Si ricorda che mentre il bando era ancora aperto, le risorse destinate alla misura Pnrr dedicata alle CER erano state ridotte. Infatti la misura “Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo” era stata inizialmente dotata di 2,2 miliardi di euro.
Dopo una fase iniziale di lenta partenza, dovuta anche alle complessità burocratiche e alla limitazione ai Comuni sotto i 5.000 abitanti, l’estensione della platea ai Comuni fino a 50.000 abitanti ha consentito una forte crescita delle richieste. Ma il 21 novembre 2025 il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ridotto le risorse disponibili, portandole a 795,5 milioni di euro.
Questa decisione, assunta a pochi giorni dalla chiusura del bando, ha lasciato prive di copertura finanziaria numerose domande presentate entro i termini previsti del 30 novembre 2026.
Free, Aiel, AssoEGE, AssoESCo, Ater, Ecofuturo, Federidroelettrica, Fire, Italia Solare, Kyoto Club e Legambiente auspicano dunque un intervento del Governo per sovvenzionare le richieste ammissibili.
Per maggiori informazioni sull’ampliamento degli strumenti di flessibilità fiscale concessi dall’Unione europea clicca qui
