UE: all’Italia 14 miliardi da investire nella transizione energetica

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Nella riunione del 3 giugno, la Commissione europea ha approvato il cosiddetto “European Semester: Spring package” ampliando gli strumenti di flessibilità fiscale disponibili per gli Stati membri. Grazie a questa manovra, l’Italia avrà a disposizione 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per incentivare la transizione energetica.

Lo scopo è quello di contribuire alla gestione della crisi energetica provocata dall’instabilità in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Oltre 14 miliardi in tre anni

Nel comunicato stampa rilasciato dalla Commissione europea si legge che “gli Stati membri che adotteranno misure volte a rafforzare la sicurezza energetica dell’Europa e ad accelerare la transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili potranno richiedere una limitata flessibilità fiscale nell’ambito della National Escape Clause”.

Per cui potranno estendere i fondi destinati alla clausola di salvaguardia nazionale introdotta per consentire maggiori spese militari verso investimenti finalizzati a rafforzare la resilienza energetica.

In particolare si potrà utilizzare fino allo 0,3% del PIL all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure di resilienza energetica, con un tetto cumulativo dello 0,6% del PIL nell’arco dei tre anni. In riferimento all’Italia, queste percentuali portano a un totale di circa 14 miliardi di euro che nei prossimi tre anni potranno essere investiti per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia.

Il commissario europeo all’economia Valdis Dombrovskis ha precisato che questi fondi non sono destinabili a misure che sovvenzionano l’uso di carburanti fossili e le riduzioni non mirate della tassazione come il taglio delle accise. Le risorse dovranno infatti finanziare ad esempio acquisto di veicoli elettrici, sostituzione delle caldaie a gas e gasolio con pompe di calore, installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo domestico, oltre a investimenti nelle reti energetiche e nell’elettrificazione dei consumi.

Il pacchetto di raccomandazioni

La misura di flessibilità fiscale è accompagnata da un pacchetto di raccomandazioni sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio.

In particolare, il Consiglio europeo invita l’Italia ad “accelerare l’elettrificazione e intensificare gli sforzi per la diffusione delle energie rinnovabili e lo stoccaggio, per esempio attuando pienamente le riforme in materia di autorizzazioni, in particolare a livello subnazionale, e investendo nella rete elettrica. Affrontare il problema dei rischi legati al clima e attutirne l’impatto economico grazie, tra le altre cose, a un maggiore coordinamento istituzionale e alla copertura assicurativa contro i rischi climatici. L’Italia dovrà inoltre porre rimedio alle restanti inefficienze nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti colmando le lacune infrastrutturali, in particolare nel Mezzogiorno”.

Pnrr: una revisione che vale 2 miliardi

In linea con la decisione della Commissione europea di estendere gli strumenti di flessibilità fiscale, il governo italiano ha varato una rimodulazione del Pnrr per circa 2 miliardi di euro che saranno destinati soprattutto a efficientamento energetico, Industria 5.0, housing e Pmi.

Nel dettaglio il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti ha specificato che «200 milioni sono stati destinati all’efficientamento energetico Erp dove mancano risorse rispetto alle domande presentate, 700 milioni sono stati trasferiti sulla misura Industria 5.0, 1 miliardo riservato all’housing con uno strumento finanziario con l’obiettivo dell’efficientamento energetico, 173 milioni sono stati trasferiti sullo strumento finanziario relativo alle comunità energetiche, 32 milioni per le PMI per la produzione di energia, 94 milioni per l’acquisto di treni elettrici».

Per leggere il comunicato stampa sul Pacchetto di Primavera clicca qui

Mentre per visionare la panoramica del Pacchetto di Primavera dedicata all’Italia clicca qui

Mentre per maggiori informazioni sul pacchetto di raccomandazioni del Consiglio europeo all’Italia clicca qui

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