Il governo degli Stati Uniti, attraverso il Public Safety and Homeland Security Bureau (Pshsb) della Federal Communications Commission (FCC), ha imposto il divieto immediato dell’utilizzo di inverter fotovoltaici stranieri ritenuti un potenziale rischio per la sicurezza nazionale e informatica.
I dispositivi di produzione estera già approvati dalla FCC potranno invece continuare a essere importati e commercializzati. Il provvedimento prevede inoltre un percorso di approvazione condizionata per i futuri prodotti, subordinato alla valutazione del Department of Homeland Security (DHS). Pur non essendo citati esplicitamente questo provvedimento sembra andare a colpire e limitare l’importazione di inverter cinesi negli Stati Uniti.
Nel comunicato della Federal Communications Commission si legge: “La mancanza di una catena di approvvigionamento statunitense sicura per gli inverter e il flusso continuo di inverter e componenti per inverter prodotti o controllati all’estero rappresenta una minaccia per la sicurezza economica e nazionale degli Stati Uniti […] La connettività remota degli inverter introduce ulteriori vulnerabilità che si aggravano con la proliferazione delle risorse basate su inverter sulla rete elettrica statunitense. Queste vulnerabilità potrebbero consentire ad aziende straniere di spegnere gli inverter o di utilizzarli per raccogliere ed esfiltrare dati, facilitare l’accesso remoto e la sorveglianza da parte di attori governativi stranieri, oppure essere altrimenti sfruttate tramite un attacco informatico”.
Per questo motivo gli inverter non certificati sono stati inseriti nella Covered List della FCC, il registro ufficiale di apparecchiature e servizi di comunicazione ritenuti un rischio per la sicurezza nazionale.
Nei giorni scorsi sul sito di informazione cinese, Global Times è stato pubblicato un articolo dal titolo “China vows to protect firms after US robot, inverter import bans”.
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