SolareB2B punta i riflettori su un tema di stretta attualità e di grande importanza per il futuro del mercato del fotovoltaico italiano: il possibile stop all’importazione di inverter e sistemi di storage di produzione cinese da parte della Commissione europea.
Questo tema viene affrontato con una serie di videointerviste rivolte ad alcuni dei più importanti esponenti del fotovoltaico italiano. In questa puntata la parola va ad Averaldo Farri, direttore della divisione Green Innovation di ZCS.
Farri esprime una valutazione negativa sulla proposta europea di limitare i finanziamenti a progetti che usino inverter e sistemi storage cinesi. La legge, nata per tutelare la cybersecurity e riportare la filiera produttiva in Europa, risulta incoerente. Infatti ignora i 100 GW già installati con dispositivi provenienti dalla Cina, non avendo effetto retroattivo.
«Questa legge secondo me non raggiunge nessun obiettivo prefissato», spiega Farri. «Per la cybersecurity mi sembra francamente limitante pensare di non sovvenzionare alcuni nuovi progetti quando abbiamo già 100 gigawatt installati in Europa con inverter e sistemi da costruttori che provengono di Paesi interessati dal blocco alle importazioni».
Farri ritiene che l’unica via per costruire una filiera europea solida sia la cooperazione con la Cina, non il proibizionismo.
«Quarant’anni di deindustrializzazione non si correggono con una legge mal scritta ma con pazienza e strategia condivisa», conclude Farri.
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