La Banca Mondiale non destinerà più il 45% delle sue risorse a progetti legati al clima

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In un comunicato ufficiale, il Gruppo Banca Mondiale ha annunciato la proroga del Piano d’azione sul cambiamento climatico – Ccap in scadenza il 30 giugno, ma senza l’obiettivo di destinare il 45% del suo bilancio annuale a progetti legati al clima.

La Banca Mondiale è il più grande fornitore al mondo di finanziamenti per iniziative legate alla tutela del clima in Paesi in via di sviluppo.

Le pressioni dagli Usa

La decisione di cancellare il supporto a progetti di questo tipo è maturata in un contesto di forti pressioni da parte degli Stati Uniti. Questi ultimi sono azionisti di maggioranza della Banca Mondiale e da tempo spingono l’istituto ad abbandonare obiettivi ecologici e a intensificare il sostegno alle infrastrutture per combustibili fossili.

Già lo scorso aprile i colloqui a porte chiuse sull’agenda climatica della Banca Mondiale si erano bloccati per le pressioni esercitate dagli Usa. Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno condotto un’aggressiva campagna contro gli impegni della Banca Mondiale in materia di clima.

In particolare il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva dichiarato che l’istituto avrebbe dovuto abbandonare il suo obiettivo distorsivo di finanziamento per il clima.

«Accogliamo con favore l’imminente scadenza del Piano d’azione sui cambiamenti climatici e, alla sua scadenza ormai da tempo attesa, ci aspettiamo che la banca abbandoni immediatamente la sua miope attenzione al clima», aveva aggiunto Bessent nella dichiarazione rilasciata durante la riunione primaverile della Banca Mondiale a Washington DC.

Alla decisione del Gruppo Banca Mondiale di assecondare le pressioni dagli Usa si sono opposti gli azionisti europei. Tra le voci più critiche, la Francia che fino all’ultimo ha esortato pubblicamente l’istituzione a non abbandonare il target climatico.

Il Piano d’azione per i cambiamenti climatici

Introdotto per la prima volta nel 2021, il Piano d’azione per i cambiamenti climatici – Ccap ha portato a un’espansione dei finanziamenti della Banca Mondiale per progetti di riduzione delle emissioni e al sostegno delle comunità vulnerabili che si trovano ad affrontare i crescenti impatti dei cambiamenti climatici.

Da quando il piano è stato introdotto, i finanziamenti della Banca Mondiale per il clima sono quasi raddoppiati, passando da 21 miliardi di dollari nel 2021 a 39 miliardi di dollari nel 2025.

«La decisione di eliminare gli obiettivi climatici, a fronte di un loro provato successo e funzionamento, appare priva di giustificazioni», ha commentato Eleonora Cogo, finance lead di Ecco, il think tank italiano per il clima. «La rimozione degli obiettivi clima rischia di produrre un effetto traino sull’intero sistema multilaterale, inviando un segnale di allentamento degli impegni in un momento in cui, al contrario, l’ambizione dovrebbe crescere».

La portavoce di Ecco evidenzia inoltre che il Nuovo Obiettivo Collettivo Quantificato – Ncqg concordato alla COP29 nel novembre 2024, prevede un contributo di almeno 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2035 da parte dei Paesi sviluppati. Questo obiettivo si inserisce in un target più ampio di 1.300 miliardi di dollari annui da tutte le fonti pubbliche, private e multilaterali. Le banche multilaterali di sviluppo sono attori centrali nel raggiungimento di questo obiettivo.

Eliminare gli obiettivi della principale istituzione multilaterale per il clima riduce la credibilità dell’intero quadro della finanza climatica pubblica. Questo è ulteriormente aggravato dall’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, che ha già sottratto una delle voci più rilevanti al finanziamento pubblico internazionale per il clima.

Per leggere il comunicato ufficiale della Banca Mondiale clicca qui
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