Regione Emilia Romagna: le osservazioni delle associazioni nazionali sul testo aree idonee

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Coordinamento Free, Energia per l’Italia, Italia Solare e Legambiente hanno delineato una proposta per la Regione Emilia-Romagna al fine di rafforzare il disegno di legge sulle aree idonee. Il documento contiene una serie di principi che la Regione dovrebbe seguire per rispondere in maniera puntuale alle necessità di famiglie e imprese del territorio.

In particolare nel testo si legge che occorre “maggiore autonomia energetica, riduzione del prezzo dell’energia, azzeramento delle emissioni e coinvolgimento delle comunità locali sono i principi sui quali deve basarsi l’intervento della Regione. No all’aumento della dipendenza dalle fonti fossili e all’attesa del nuovo nucleare, troppo lontano per dare risposte al qui e ora”.

Le proposte presentate dalle associazioni sono numerose e partono dall’analisi della situazione internazionale. Dopo aver evidenziato la pericolosità della dipendenza dalle importazioni di fonti fossili, il documento analizza come le fonti rinnovabili possano rendere autonomi e contribuire a calmierare i prezzi dell’energia. Le associazioni sottolineano, a seguire, la necessità di rispettare gli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico e quindi di avere una legge regionale chiara e inattaccabile per evitare il rischio di ricorsi che mettano un freno alla transizione energetica.

Le associazioni indicano poi una necessità fondamentale: devono essere rispettate le tempistiche e le procedure per il rilascio dei titoli autorizzatori. “I proponenti devono avere la certezza che le loro iniziative vedranno ricevere i dovuti titoli abilitativi nei tempi previsti. Lo stesso vale ovviamente per i dinieghi, in caso di iniziative in contrasto con le normative vigenti”, si legge nel testo.

Viene rimarcata poi la necessità che le ulteriori aree idonee non possano corrispondere a percentuali risibili sul totale della superficie del territorio regionale. Le associazioni concludono il documento con un riferimento all’importanza del coinvolgimento delle comunità locali.

“I timori delle persone e le difficoltà delle amministrazioni comunali sono più che comprensibili in assenza di un dibattito informato e della possibilità di confrontarsi pubblicamente con dati oggettivi, in particolare relativi agli obiettivi della transizione energetica e alle motivazioni per cui la normativa nazionale ed europea promuove la diffusione degli impianti a fonti rinnovabili. Al contempo, serve responsabilità da parte dei proponenti dei progetti nell’aprire il confronto con i territori interessati, e impegno da parte delle amministrazioni locali nell’analizzare i progetti in modo serio, obiettivo e non strumentale”.

Per leggere il documento firmato dalle varie associazioni clicca qui

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