La Commissione europea intende rispettare la scadenza del 1° novembre 2026 per quanto riguarda lo stop all’installazione di inverter provenienti da Paesi considerati a rischio nei progetti fotovoltaici finanziati dall’UE. Non è quindi stata accolta la richiesta di proroga avanzata da associazioni di categoria e investitori istituzionali. Pertanto, a partire dal 1º novembre i progetti fotovoltaici collegati, o in via di collegamento, alla rete elettrica dell’Unione dovranno escludere i fornitori ad alto rischio. In alternativa, dovranno passare progressivamente a inverter di fornitori considerati non ad alto rischio.
Il provvedimento
A inizio anno la Commissione europea aveva adottato un provvedimento per escludere l’uso di fondi europei per progetti di energia pulita che si basano su inverter forniti da operatori ad alto rischio. La motivazione è legata alla cybersicurezza. In particolare si è parlato del rischio che i produttori possano accedere da remoto e manipolare gli inverter, destabilizzando le reti elettriche e provocando blackout.
L’iniziativa ha però suscitato preoccupazione tra gli operatori del mercato soprattutto per il dubbio che i produttori di inverter non asiatici possano garantire volumi e costi adeguati. Anche investitori istituzionali come la Banca europea per gli investimenti si sono detti preoccupati per la decisione della Commissione europea. Alla luce dei timori sulla disponibilità e sui costi delle alternative, gli operatori del mercato speravano in una proroga della scadenza.
Inverter, disponibilità e prezzi
La Commissione UE, dal canto suo, sostiene che esiste già un’offerta alternativa praticabile e che il prezzo da pagare per garantire la sicurezza dell’infrastruttura energetica europea sia modesto.
Nonostante il rifiuto ufficiale della proroga, gli interlocutori continuano a sperare che la Commissione conceda deroghe caso per caso, anziché bloccare del tutto i progetti.
