All’interno del numero di giugno di Solare B2B, la redazione ha realizzato un articolo di approfondimento sull’obbligo di adozione dei CCI. A pochi mesi dall’entrata in vigore della delibera Arera 385/2025 che impone l’adozione del controllore centrale di impianto, il fotovoltaico italiano si trova in una fase di transizione che mescola accelerazione normativa, adeguamenti tecnologici e inevitabili complessità operative. L’impressione condivisa dagli operatori è che il mercato abbia ormai imboccato una direzione precisa, anche se restano ancora diversi nodi da sciogliere: dalla reale preparazione della filiera tecnica alla disponibilità delle soluzioni, fino al rischio di congestione in prossimità delle scadenze definitive.
Nonostante questi aspetti ancora da chiarire e i costi di adeguamento iniziali, l’introduzione del CCI segna l’ingresso del fotovoltaico italiano in una nuova fase di maturità. Superate le criticità operative, i vantaggi supereranno di gran lunga gli ostacoli: la partecipazione ai mercati della flessibilità e l’ottimizzazione delle connessioni trasformeranno questo obbligo in una leva strategica ed economica per i produttori. Il controllore centrale non è solo un guardiano della sicurezza di rete, ma l’abilitatore digitale del business solare del futuro.
Hanno partecipato all’inchiesta Fulvio Ferrari di Higeco, Raphael Eloghosa Aghahowa di Tesmec, Simone Gollin di PV Data, Nicola Tomasone di Regalgrid Europe, Mauro Tafuro di HBA
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