Nei giorni scorsi un gruppo di agricoltori, pastori e residenti del territorio della Nurra, in provincia di Sassari, si sono riuniti per discutere in merito allo sviluppo dell’agrivoltaico. L’incontro si inserisce all’interno di un’iniziativa sostenuta dall’associazione Sardi per le Rinnovabili (Saper), dal Centro Studi Agricolo (CSA) e dalla federazione italiana Mediatori Sociali Energie Rinnovabili. Questa iniziativa ha portato alla stesura di una lettera aperta indirizzata ad Alessandra Todde, presidente di Regione Sardegna. Nel documento le associazioni spiegano che l’integrazione tra fotovoltaico e agricoltura non deve essere vissuta come una minaccia, bensì come l’unica alternativa concreta per garantire la sopravvivenza economica delle proprie aziende agricole.
“Vi scriviamo come agricoltori e imprenditori che ogni giorno lavorano la terra della Sardegna, non solo per produrre reddito, ma per custodire un patrimonio di storia, cultura e paesaggio che appartiene a tutta la nostra Isola”, si legge nella lettera. “Oggi però questo equilibrio è sempre più fragile. La siccità crescente, l’aumento dei costi e la difficoltà di garantire redditi adeguati stanno mettendo in crisi molte aziende agricole. Sempre più giovani sono costretti a lasciare le campagne e la Sardegna in cerca di opportunità altrove. L’abbandono delle terre è oggi uno dei veri rischi per il nostro territorio.
In questo scenario riteniamo che l’agrivoltaico di qualità possa rappresentare una risposta concreta, capace di integrare agricoltura ed energia rinnovabile senza sottrarre valore al paesaggio rurale. È necessario affermarlo con chiarezza: l’energia prodotta con l’agrivoltaico è energia pulita che contribuisce a ridurre le emissioni e a costruire un futuro più sano per le nostre comunità.
Sostenere l’agrivoltaico non significa abbandonare l’agricoltura, ma rafforzarla, permettendo alle aziende di diversificare il reddito, proteggere le colture dal clima estremo e restare attive”.
I firmatari chiedono di aprire un confronto incentrato su quattro priorità: fornire regole chiare e stabili; fare una distinzione tra agrivoltaico e fotovoltaico; istituire un tavolo permanente Agricoltura-Energia; cercare di attrarre investitori per sostenere i progetti.
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