E.ON Italia e il Politecnico di Milano hanno sviluppato un nuovo modello Social Cost of Carbon (SCC), che consente di tradurre le emissioni di CO2 in un valore economico espresso in euro per tonnellata. Più precisamente è stato individuato un valore di riferimento pari a circa 236 euro per tonnellata di CO2, che può arrivare a 307 euro considerando anche componenti intangibili come biodiversità, qualità della vita e tenuta sociale.
Grazie a questo sistema, validato scientificamente, le tonnellate di CO2 diventano un dato utile nei processi decisionali perché rese confrontabili. Il nuovo modello infatti consente di valutare gli impatti delle emissioni generati da diverse alternative, supportando imprese e istituzioni nelle decisioni strategiche. Oltre al valore delle emissioni, questo strumento consente di leggere anche gli effetti che queste generano nel tempo su territori, comunità e stakeholder.
Il Social Cost of Carbon si pone l’obiettivo di diventare una base comparabile che, partendo da un indicatore come la CO2 evitata, consente di ampliare progressivamente l’analisi anche agli impatti sociali, economici e territoriali, mantenendo coerenza e confrontabilità.
La presentazione è avvenuta lo scorso 7 maggio presso il Politecnico di Milano, Campus Bovisa, nell’ambito dell’evento “Dalla CO2 al valore sociale: come cambia la misurazione dell’impatto energetico”, che ha riunito rappresentanti del mondo accademico, aziendale e associativo, confermando il crescente interesse verso strumenti in grado di rendere la sostenibilità più concreta e integrata nei processi decisionali.
«In E.ON parliamo di tripla transizione, energetica, digitale e sociale», ha dichiarato Luca Conti, CEO di E.ON Italia. «Perché crediamo che la sostenibilità debba essere non solo misurabile, ma anche equa e inclusiva, che sia per tutti e a beneficio di tutti. Strumenti come il Social Cost of Carbon ci aiutano a tradurre gli impegni in scelte concrete, orientate a generare valore per le comunità, i territori e i nostri clienti».

