Italia Solare: superati i 1500 soci e aumento di ricavi e utili

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Mercoledì 8 aprile si è svolta a Bologna l’assemblea annuale degli associati di Italia Solare, momento centrale di confronto tra operatori, istituzioni e stakeholder del settore fotovoltaico e dei sistemi di accumulo. Nel corso dell’assemblea l’associazione ha presentato il bilancio delle attività 2025. I risultati confermano il rafforzamento del ruolo dell’associazione come principale riferimento nazionale per il fotovoltaico.

Italia Solare conta oltre 1.500 associati tra imprese, professionisti, enti pubblici e cittadini, con una struttura organizzativa sempre più solida e un’attività crescente sia sul piano tecnico che istituzionale. È stato inoltre approvato il bilancio 2025. L’associazione ha registrato un aumento sia dei ricavi sia degli utili, garantendo maggiori risorse che l’assemblea ha deciso di investire in attività di comunicazione.

Le attività di Italia Solare nel 2025

Nel 2025 l’associazione ha svolto diverse attività di advocacy e presidio normativo. In Parlamento, Italia Solare ha presentato osservazioni e proposte ai principali provvedimenti di settore, tra cui Testo Unico FER, decreto aree idonee, FER X transitorio e misure su autoconsumo e accumuli. Parallelamente, l’associazione ha rafforzato i servizi agli associati e le attività di formazione, informazione e coinvolgimento, con eventi, webinar e gruppi di lavoro che hanno coinvolto migliaia di operatori, consolidando il ruolo della community tecnica e industriale del fotovoltaico.

«I numeri lo dimostrano ancora una volta: il fotovoltaico è la soluzione più rapida ed efficace per ridurre il costo dell’energia e rafforzare la sicurezza energetica del Paese», spiega Paolo Rocco Viscontini, presidente dell’associazione. «Proprio in quest’ottica durante l’assemblea è emersa l’importanza del lavoro di Italia Solare a livello regionale affinché si possa dialogare con le Regioni durante il loro processo di approvazione delle leggi regionali sulle aree idonee che spesso risultano troppo restrittive. Se non si definiscono in tempi rapidi le aree idonee in linea con gli obiettivi di sviluppo del fotovoltaico la competitività economica dell’Italia e l’autonomia energetica rimarranno solo un lontano miraggio».

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