Il fotovoltaico europeo si trova oggi a operare in un contesto climatico radicalmente diverso rispetto a quello di pochi anni fa. Le grandinate che un tempo venivano considerate fenomeni sporadici stanno diventando più frequenti, più violente e più difficili da prevedere. Le statistiche mostrano un aumento significativo degli episodi di grandine severa, con chicchi che raggiungono dimensioni e velocità tali da mettere in difficoltà anche i moduli fotovoltaici più robusti.
L’Italia è diventata uno degli epicentri di questo cambiamento. La Pianura Padana, in particolare, registra un numero crescente di eventi grandinigeni, con danni diffusi a edifici, veicoli e impianti fotovoltaici. Basta ricordare le grandinate record che nell’estate del 2023 hanno colpito Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia e gli ingenti danni provocati su molte installazioni realizzate. Le ricerche scientifiche più recenti spiegano che il riscaldamento globale sta favorendo la formazione di temporali più simili a quelli tropicali, caratterizzati da un’energia atmosferica molto elevata. Questo porta a grandinate meno frequenti ma molto più distruttive, con chicchi più grandi e più resistenti allo scioglimento durante la caduta. A causa di questi eventi, la resistenza alla grandine sta diventando un elemento sempre più importante nelle valutazioni del rischio, anche in mercati che in passato non erano considerati esposti a fenomeni estremi come il fotovoltaico.
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