Iperammortamento: verso l’eliminazione della clausola “Made in UE”

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Nella giornata di giovedì 12 marzo, il ministero delle Economie e delle Finanze (MEF) ha diramato un comunicato stampa con all’interno alcune modifiche alla Legge di Bilancio 2026. Tra queste, una riguarda l’iperammortamento. Nel dettaglio, potrebbe arrivare un provvedimento che modificherebbe il testo ed eliminerebbe la clausola del Made in UE. Resta da capire se la modifica interesserà tutti gli investimenti in beni strumentali, compresi anche quelli per impianti fotovoltaici.

Il comunicato

“Un provvedimento legislativo di prossima emanazione interverrà sulla legge 30 dicembre 2025, n. 199, per modificare […] le disposizioni dedicate al nuovo “iperammortamento”, (articolo 1, commi da 427 a 436)”, si legge nel comunicato del MEF, “che prevedono, in favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa, la maggiorazione, ai fini dell’ammortamento, del costo di acquisizione degli investimenti in beni strumentali. In particolare, verrà disposta la soppressione della disposizione che limita il beneficio ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo”.

I dubbi sull’iperammortamento

L’iperammortamento ha fin da subito fatto discutere proprio per la clausola legata al Made in UE. A febbraio alcuni dei principali produttori di moduli europei avevano inoltrato un appello agli organi competenti dell’Unione europea per violazione della normativa sugli aiuti di Stato. Oggetto del reclamo era proprio la norma sull’iperammortamento prevista nella Legge di Bilancio che, secondo quanto riportato nel comunicato congiunto, determinava un monopolio di fatto per un’unica azienda, di controllo statale, a scapito di tutte le altre. In questo momento, invece, la decisione di eliminare la clausola non è vista di buon occhio dal mercato in quanto, a causa dei dubbi generati, rischia di creare una nuova fase di stallo.

Per leggere il comunicato del MEF, clicca qui 

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