PUN Energy, società con sede a Cittadella, in provincia di Padova, ha sviluppato la piattaforma iDea.
L’obiettivo è trasformare impianti fotovoltaici già esistenti, dal residenziale fino a installazioni intorno a 1 MW di potenza, in asset coordinabili, controllabili e aggregabili, così da poterli gestire come un unico impianto virtuale distribuito. Questo permette di aumentare il valore economico dell’energia prodotta, integrare batterie e creare servizi di flessibilità, trading energetico e autoconsumo evoluto, sia locale che aggregato. Con un collegamento rapido all’Energy Cloud iDea, l’energia diventa quindi tracciabile, gestibile e valorizzabile 24 ore su 24. La piattaforma nasce per valorizzare la base installata esistente, riducendo Capex e trasformando impianti già operativi in asset aggregabili e pronti ai mercati della flessibilità.
La piattaforma iDea non è solo “software”, ma è un’infrastruttura composta da un dispositivo fisico installato sull’impianto (edge controller energetico); un layer software/cloud che aggrega e coordina molti impianti; logiche IA locali e cloud per previsione, controllo e orchestrazione energetica. Il dispositivo fisico lavora direttamente sull’impianto (inverter, batterie, carichi, misura elettrica), mentre l’Energy Cloud iDea collega e coordina consumatori all’interno dello stesso prezzo zonale orario, e quindi ben oltre la cabina primaria.
Uno altro dei principali punti forti di iDea è il retrofit: PUN Energy permette di integrare batterie e funzioni avanzate anche su impianti fotovoltaici esistenti, senza la necessità di sostituire l’inverter.
“In un mercato dove le rinnovabili crescono più rapidamente della capacità della rete, iDea trasforma ogni impianto fotovoltaico in una risorsa energetica attiva, coordinabile e programmabile” si legge in una nota dell’azienda. “Di fatto iDea si posiziona tra impianto, rete e mercato elettrico, trasformando il fotovoltaico da produzione passiva a risorsa energetica. Il tema centrale oggi non è più soltanto installare nuovi pannelli, ma rendere intelligente e coordinabile l’enorme base installata”.
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