Lo scorso 8 settembre Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha firmato il decreto che introduce e rende operativo il nuovo sistema per la gestione della capacità della rete elettrica nazionale, allo scopo di scongiurare il fenomeno della saturazione virtuale della rete. Con questo provvedimento vengono stabiliti i criteri con cui Terna dovrà pubblicare e aggiornare, a scadenza trimestrale, la capacità massima addizionale disponibile per connettere nuovi impianti a fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, con esclusione degli impianti off-shore, per ciascuna porzione della rete di trasmissione del Paese (micro aree).
Il decreto, adottato dopo aver acquisito il parere di Arera, dà attuazione alla norma prevista nel decreto Bollette (n. 21/2026), che punta a intervenire e ad azzerare il fenomeno della saturazione virtuale della rete, generato dall’elevato numero di richieste di connessione per progetti di produzione di energia da fonte rinnovabile che, pur non ottenendo l’autorizzazione, continuano a impegnare “sulla carta” la rete elettrica nazionale.
Grazie a questo provvedimento sarà dunque possibile liberare la capacità di rete oggi bloccata da richieste di connessione non più coerenti con progetti realmente cantierabili, favorendo in questo modo l’ingresso di iniziative e progetti concreti. Con il nuovo decreto si passa da una logica “First Come, First Served“, dove si assegnava priorità in base a quando veniva presentata la domanda di connessione, indipendentemente dal fatto che quel progetto avesse poi ottenuto o meno l’autorizzazione, ad una logica “First Permitted, First Connected” per la quale conta l’ordine di ottenimento dell’autorizzazione, non l’ordine di presentazione della domanda.
«Il decreto si inserisce nel più ampio percorso di semplificazione e rafforzamento del sistema autorizzativo», spiega il ministro Gilberto Pichetto Fratin. «Superiamo un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili e introduciamo un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile. La capacità di rete sarà pubblica, aggiornata trimestralmente e gestita secondo criteri oggettivi e non discriminatori. È una riforma strutturale che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia».
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