Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, l’energia elettrica prodotta dal parco solare installato in Europa ha consentito un taglio alle importazioni di gas per un risparmio economico pari a 10 miliardi di euro. È quanto si evince dal rapporto “Solar and storage for EU energy security” pubblicato da SolarPower Europe.
Secondo la ricerca, il parco installato sta infatti generando notevoli risparmi sulle importazioni di combustibili fossili e proteggendo i consumatori dalla volatilità dei prezzi. Un’ulteriore diffusione della capacità solare e dei sistemi di accumulo in tutta l’Unione europea consentirà in futuro maggiori risparmi sui costi di importazione dei combustibili fossili.
I 10 miliardi di euro risparmiati equivalgono all’installazione di circa 8 GW di nuova capacità da fonte solare, ovvero il 12% del totale installato in Europa nel 2025. Equivalgono anche a 44 GWh di capacità di accumulo utility scale, oltre tre volte il quantitativo installato in quel segmento lo scorso anno.

La generazione di elettricità da fonte solare potrebbe far risparmiare 35-68 miliardi di euro nelle importazioni da fonti fossili nel 2026
Nel mese di marzo, ovvero da quando è iniziato il conflitto con l’Iran e i prezzi del gas hanno iniziato a crescere, l’energia solare ha fatto risparmiare all’Unione europea in media 110 milioni di euro al giorno. Questo risparmio è appunto stato alimentato dall’aumento dei prezzi del gas i cui futures in Europa hanno raggiunto un picco di oltre 60 euro al MWh a marzo, il doppio rispetto alla media di 30 euro al MWh registrata nei mesi precedenti.
«I costi complessivi della crisi energetica devono ancora essere quantificati, ma si tratta di un prezzo che l’Europa non dovrebbe essere costretta a pagare», ha dichiarato Walburga Hemetsberger, amministratrice delegata di SolarPower Europe. «Il solare sta dimostrando i vantaggi dell’adozione di un sistema energetico che privilegia le fonti rinnovabili. I risparmi registrati dal 1° marzo equivalgono, ad esempio, al bilancio annuale della difesa stilato dal Belgio. È appunto solo un esempio di ciò che è possibile realizzare. La crisi energetica seguita all’invasione dell’Ucraina è costata 1,7 trilioni di euro. Ridurre l’impatto del gas sui prezzi all’ingrosso dell’energia deve ora essere una priorità».
Sempre SolarPower Europe, in un’altra sua ricerca recente, ha dimostrato come in uno scenario ottimistico denominato “Solar+” una maggiore diffusione del solare e dello storage dimezzerebbe i costi del sistema energetico dell’Unione europea entro il 2030. Aumentando la flessibilità non fossile nel sistema, quindi, consentirebbe di ridurre l’impatto del gas sulla determinazione dei prezzi dell’elettricità. Va in questa direzione il pacchetto di misure di emergenza “AccelerateEU” che la commissione europea ha presentato il mese scorso con l’obiettivo di garantire un’azione accelerata per assicurare energia a prezzi accessibili e sicura ai cittadini e alle imprese europee nel contesto della crisi.
Per scaricare la ricerca “Solar and storage for EU energy security” clicca qui.
Mentre per leggere la notizia pubblicata da SolareB2B sugli scenari ipotizzati da SolarPower Europe clicca qui.

