Moduli bifacciali: una realtà consolidata

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Nei grandi impianti a terra, la quota di moduli bifacciali ha ormai raggiunto livelli prossimi alla totalità delle nuove installazioni, mentre anche nei segmenti commerciale, industriale e, in misura crescente, residenziale la loro presenza si sta consolidando. Questa evoluzione non è solo il frutto di un trend del momento, ma il risultato di una combinazione di fattori tecnologici: maturità industriale, riduzione dei costi, maggiore affidabilità delle simulazioni e una comprensione più precisa dei benefici reali in termini di produzione energetica.

Moduli bifacciali, vantaggio oggettivo

Dal punto di vista fisico, i moduli bifacciali permettono di assorbire la radiazione solare sia dalla parte frontale sia dal lato posteriore. La superficie anteriore lavora in modo analogo a quella di un modulo tradizionale, catturando la luce diretta. Il retro, invece, sfrutta la luce riflessa dal suolo o da altre superfici circostanti: cemento chiaro, ghiaia, sabbia, tetti riflettenti, neve o superfici artificiali ad alto albedo. Quest’ultimo, l’albedo, è in pratica la frazione di radiazione solare che una superficie riflette anziché assorbire. Terreni scuri o vegetazione fitta offrono un contributo limitato, mentre superfici chiare e riflettenti possono incrementare in modo significativo il guadagno del lato posteriore. In condizioni favorevoli, la produzione aggiuntiva rispetto a un modulo monofacciale può variare, secondo diverse analisi, tra il 10% e il 30% a seconda del sito, della configurazione meccanica e delle caratteristiche del suolo.

Il ruolo delle tecnologie

La crescita dei moduli biafacciali è strettamente legata all’evoluzione della tecnologia delle celle. Oggi le migliori prestazioni in termini di bifaccialità sono offerte dalle celle N-type, in particolare nelle architetture TOPcon di ultima generazione. Questo standard tecnologico è diventato il riferimento del mercato utility scale e rappresenta ormai la grande maggioranza delle nuove installazioni globali, grazie a una combinazione di efficienza elevata, buona bifaccialità e maturità industriale. I moduli TOPcon di fascia alta raggiungono valori di bifaccialità intorno all’80-85%, con un contributo significativo del lato posteriore alla produzione complessiva. In termini pratici, si può stimare che ogni incremento di circa 10 punti percentuali di bifaccialità possa tradursi in uno 0,5-0,6% di produzione aggiuntiva, a parità di condizioni di installazione. Su impianti ben progettati, questo si traduce in guadagni complessivi dell’ordine del 4% o più, che su grandi potenze installate hanno un impatto rilevante sul costo livellato dell’energia.

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