Governo: fotovoltaico fuori da Transizione 5.0; cade il vincolo UE sull’Iperammortamento

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il 28 marzo il decreto legge 38 che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, con misure che riguardano anche Transizione 5.0 e Iperammortamento.

Tra i punti più discussi del decreto c’è il ridimensionamento degli incentivi legati al piano Transizione 5.0 e l’esclusione del fotovoltaico dal meccanismo. In particolare il nuovo testo ha delle ricadute sulle cosiddette imprese “esodate”, ovvero quelle che avevano presentato domanda per gli incentivi senza ottenere copertura finanziaria (si ricorda che lo scorso 7 novembre il GSE aveva interrotto le prenotazioni a seguito dell’esaurimento delle risorse disponibili). Queste imprese vengono ricomprese nella misura ma con benefici inferiori.

Taglio del credito ed esclusione del fotovoltaico

A fronte di un fabbisogno stimato intorno a 1,5 miliardi di euro per le domande rimaste, il governo ha stanziato ora 537 milioni di euro.

Come si legge nel testo approvato, il governo riconosce alle imprese “esodate” un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto e non del costo complessivo dell’investimento. La misura copre solo una parte delle aspettative: per gli interventi di efficienza energetica l’aliquota base del credito di imposta era pari al 45% al 60% mentre nel caso degli impianti fotovoltaici realizzati con moduli europei le aliquote erano pari a 100, 120 e 140% a seconda delle casistiche.

Da segnalare però che il decreto esclude alcuni investimenti, in particolare quelli legati alla gestione energetica e all’autoproduzione da fonti rinnovabili. Significa che non sono più contemplate le spese sulla componente green dei progetti di efficientamento presentati dalle imprese, compreso il fotovoltaico.

In attesa di un confronto

«Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento – penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso», sostiene Marco Nocivelli, vicepresidente per le Politiche industriali e il Made in Italy di Confindustria. «Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’Enea, che le imprese sono state indotte ad acquistare».

Alla luce delle forti reazioni suscitate dal provvedimento, il prossimo 1° aprile è previsto un incontro con le principali associazioni imprenditoriali nazionali presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Eliminato il vincolo di provenienza nell’Iperammortamento

Si ricorda che il meccanismo di Transizione 5.0 per il 2026 assume un nuovo assetto prevedendo il ricordo all’Iperammortamento al posto del credito di imposta. E anche sull’Iperammortamento è intervenuto il governo che nel decreto entrato in vigore il 28 marzo ha eliminato il requisito che limitava l’agevolazione ai beni prodotti nell’Unione europea. La soppressione di questo vincolo territoriale consentirà alle imprese di acquistare beni prodotti anche in Paesi extra-UE senza perdere il beneficio fiscale, ampliando così la platea dei fornitori e le opportunità di investimento.

L’incentivo dell’Iperammortamento si applica a investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Gli investimenti devono riferirsi a beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica o digitale delle imprese. Sono compresi anche gli impianti fotovoltaici (anche a distanza) e di storage.

La struttura dell’agevolazione prevede tre scaglioni di maggiorazione del costo di acquisizione: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, 50% per investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Per leggere il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale clicca qui

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