Nel 2025 il Gruppo Terna ha destinato alle infrastrutture 3,5 miliardi di euro. Questi investimenti sono in crescita del 30,6% rispetto al 2024, confermando il ruolo di questo asset come punto chiave per l’integrazione delle fonti rinnovabili e per la resilienza della rete.
L’anno ha infatti segnato un passaggio cruciale per l’integrazione delle rinnovabili, ad esempio con la prima asta del Macse e l’assegnazione di 10 GWh di batterie agli ioni di litio, pari al 100% del fabbisogno richiesto, con entrata in esercizio prevista dal 2028. Questa dotazione avrà un ruolo determinante nel garantire flessibilità al sistema e nel favorire la piena integrazione delle FER.
Sempre parlando di rinnovabili, sul fronte industriale il Gruppo ha rafforzato la propria presenza in questo settore attraverso l’acquisizione di STE Energy, attiva nella progettazione e manutenzione di impianti green, e ha ampliato il perimetro della rete nazionale con l’ingresso di Rete 2 Srl.
«Negli ultimi tre anni, Terna ha completato una profonda trasformazione, consolidando il proprio ruolo di abilitatore della transizione energetica con una visione fondata su innovazione, sostenibilità e sviluppo delle competenze professionali», ha commentato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. «Il mercato ci ha riconosciuto come un operatore affidabile e capace di sostenere investimenti di lungo termine. Oggi, forti dei risultati conseguiti nel 2025 e delle basi costruite negli anni precedenti, siamo pronti ad affrontare sfide sempre più complesse e a contribuire all’indipendenza energetica del Paese e alla sicurezza ed efficienza del sistema elettrico».
Sempre nel 2025 i ricavi consolidati del gruppo sono saliti a 4 miliardi di euro (+9,6%), mentre l’utile netto si attesta a 1,1 miliardi (+4,7%). Sul fronte infrastrutturale, il 2025 è stato un anno di avanzamento di grandi progetti strategici. Il Tyrrhenian Link, la dorsale che permetterà di portare la produzione elettrica da energia rinnovabile da sud a nord del Paese, ha visto il completamento della posa del primo cavo sottomarino del Ramo Est e, a inizio 2026, del primo cavo del Ramo Ovest. Progressi significativi anche sull’Adriatic Link, sul collegamento Sa.Co.I.3 e su numerosi interventi di rinforzo della rete in Sicilia, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna. Terna ha proseguito anche il rinnovo degli asset esistenti anche tramite l’installazione di nuove apparecchiature fondamentali per la stabilità della rete in presenza di una quota crescente di generazione non programmabile.
Con un Piano di Sviluppo decennale da 23 miliardi di euro e un Piano Industriale 2024-2028 da 17,7 miliardi, quest’anno il Gruppo si focalizzerà sull’incremento della capacità di trasporto, la digitalizzazione della rete e l’integrazione di volumi crescenti di rinnovabili.
