All’interno del numero di ottobre di SolareB2B la redazione ha realizzato un articolo di approfondimento sulla sicurezza di cantieri e impianti fotovoltaici.
Negli ultimi anni, con la crescita del fotovoltaico, l’attenzione degli operatori si è concentrata soprattutto su permitting, connessioni alla rete, bancabilità, progettazione e producibilità. Oggi, però, un altro tema sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle agende di EPC, installatori e sviluppatori: la sicurezza fisica di cantieri e impianti.
Il furto di rame accompagna il fotovoltaico italiano da almeno un decennio, ma la crescita del mercato ha ampliato la portata del fenomeno. L’aumento dei cantieri, la diffusione di impianti utility scale in aree isolate e l’estensione dei cavi interrati attirano bande sempre più organizzate e specializzate. Per proteggere gli asset servono quindi soluzioni integrate lungo tutto il ciclo di vita, dalla videosorveglianza alle torri mobili off grid, dalle termocamere ai droni autonomi, fino alle polizze all risk con copertura per mancata produzione.
Più sicurezza nei cantieri
La sicurezza non è più una voce accessoria, ma un fattore da considerare fin dalla fase di offerta, sia in termini di costi sia di rischio. Il Crime Report 2025 di BauWatch, realizzato su 3.900 imprese edili europee, di cui 500 italiane, evidenzia che in Italia il 56% delle aziende ha subito almeno un furto nell’ultimo anno e il 45-46% atti di vandalismo. Il 44% segnala un aumento dei reati rispetto all’anno precedente, contro una media europea del 57%, con picchi del 71% in Austria e Francia.
Il materiale più colpito è il rame, coinvolto nel 49% dei furti, seguito dai cavi in generale (35%) e dal carburante (23%). Le conseguenze sui lavori sono significative: il 38% dei cantieri italiani ha subito ritardi legati a furti o incidenti di sicurezza, con stop medi da una a quattro settimane, mentre il 22% ha superato il budget previsto.
Un fenomeno da attenzionare
La fotografia scattata dal rapporto suona come un chiaro campanello d’allarme sia per il comparto delle costruzioni sia per i decisori politici. La criminalità nei cantieri non rappresenta più un imprevisto isolato od occasionale, bensì una minaccia ricorrente e altamente organizzata. Le ripercussioni economiche di questo fenomeno vanno ben oltre il valore dei singoli materiali sottratti: i ritardi nell’esecuzione dei lavori e le interruzioni operative rischiano di frenare proprio quei progetti chiave, in testa i grandi parchi fotovoltaici, sui quali si gioca il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica nazionale.
Hanno partecipato all’inchiesta Stefano Carpigiani (Gruppo Security Trust), Massimo Gamba (Gamba Engineering, Epko Group), Giuliano Radicchi (Wesii), Laura Casparrini (BauWatch)
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