Regione Lombardia è pronta a scrivere un nuovo progetto di legge sulle aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Il testo dovrà raccogliere l’eredità del PDL regionale 110 presentato lo scorso 15 aprile 2025 e poi bloccato a seguito del mutato quadro normativo. Lo hanno spiegato, in conferenza stampa, gli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali e Risorse energetiche), Alessandro Beduschi (Agricoltura e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima).
Gli obiettivi di Regione Lombardia
Tra i principi e i criteri che la legge regionale deve rispettare è inclusa la potestà di porre dei limiti di superficie agricola utilizzata (SAU) da impianti fotovoltaici e agrivoltaici.
Questo sia a livello regionale che a livello comunale. Regione Lombardia prevede di inserire in articolato il limite massimo di SAU regionale complessiva destinata all’installazione di tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili pari allo 0,8%. Intende inoltre porre un limite massimo a livello comunale del 3%.
Entrambi questi limiti potranno essere superati nel caso in cui le amministrazioni comunali vogliano stimolare lo sviluppo di comunità energetiche o di politiche di autoconsumo da parte delle attività produttive presenti nei loro territori. «L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra la produzione di energia e la conservazione del territorio agricolo», spiega Sertori. «Il potenziale installativo di agrivoltaico e fotovoltaico al suolo garantisce la quota principale di quanto ad oggi necessita per il raggiungimento del target di 8,76 GW al 2030, di cui circa 3 già installati, rendendo disponibili circa 7.200 ettari agricoli complessivi sul territorio regionale. Questi possono ospitare dai 4,8 GW a 3,1 GW a seconda che prevalga fotovoltaico a terra o agrivoltaico».
I prossimi step
Nelle prossime settimane, Regione Lombardia punta a completare la redazione della proposta di revisione del PDL 110 che sarà presentata alla Commissione consiliare competente per riavviare l’iter e, auspicabilmente, chiuderlo in tempi brevi.
«La giunta regionale ha lavorato duramente per fissare il concetto di aree idonee a ospitare i pannelli fotovoltaici e agrivoltaici», dichiara Beduschi. «Un tema di grande preoccupazione, perché in passato c’era il timore che si potesse pregiudicare superfici agricole fondamentali e di gran pregio, serbatoio per i nostri grandi prodotti DOP e per l’agricoltura più importante del Paese e tra le prime d’Europa».
Infine Maione ha dichiarato: «L’obiettivo è duplice: da un lato, incrementare la produzione di energia pulita per ridurre le emissioni derivanti dai combustibili fossili; dall’altro, generare un beneficio ambientale mediante il recupero di aree degradate quali discariche, siti da bonificare e cave non recuperate. In questi ambiti, l’installazione di impianti fotovoltaici rappresenta una concreta opportunità di ripristino territoriale e di creazione di reddito, trasformando passività ambientali in risorse per la collettività».

