Longi ha presentato il modulo fotovoltaico ignifugo Hi-MO X10 che utilizza la tecnologia a celle ibride a contatto posteriore passivato di seconda generazione (Hpbc 2.0) ed è progettato per mitigare i rischi di incendio. È pensato per installazioni sensibili dal punto di vista della sicurezza, come quelle in magazzini, data center, centri logistici e tetti di edifici commerciali, ma anche per impianti fotovoltaici residenziali.
La resistenza al fuoco è ottenuta grazie a un’architettura di sicurezza multistrato che comprende strutture di deviazione della corrente, una sigillatura rinforzata della scatola di giunzione per ridurre i rischi di guasti da arco elettrico, materiali ignifughi e vetro resistente alle alte temperature.
Test di laboratorio interni hanno esposto il modulo a temperature di fiamma prossime ai 1000°C per un massimo di 1,5 ore in condizioni controllate, senza che si verificassero perforazioni strutturali. Questo ha dimostrato una maggiore resistenza al fuoco rispetto alle costruzioni modulari convenzionali.
Il design è concepito per rallentare la penetrazione della fiamma e contribuire a limitarne la propagazione in caso di incendio esterno. Inoltre, il modulo ha ottenuto la classificazione antincendio di Classe A da TÜV Rheinland e la certificazione Fire Protection AAA per la resistenza all’ombreggiamento, che valuta il controllo del surriscaldamento localizzato in condizioni di ombreggiamento parziale.
Il modulo sarà a breve disponibile in Italia in una versione specificatamente pensata per i mercati europei.
Charles Jiang, presidente globale di Longi Distributed Business, ha affermato che gli incendi legati agli impianti fotovoltaici sono in genere eventi poco frequenti ma ad alto rischio: «Le ricerche disponibili dimostrano che tali incidenti sono relativamente rari, ma quando si verificano possono causare gravi danni materiali, interruzioni operative e perdita di valore dell’investimento. Per questo motivo, la sicurezza rimane un requisito fondamentale per la produzione di energia a lungo termine e per la redditività dei progetti».
Il modulo è stato presentato alla 19ª Conferenza ed Esposizione Internazionale sull’Utilizzo dell’Energia Solare (SUCE) il 9 marzo 2026.
