Iperammortamento, allarme dei produttori di moduli UE: “Eslcusione di 25 player su 26? Rischio monopolio”

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Alcuni dei principali produttori di moduli Made in UE hanno inoltrato un nuovo appello agli organi competenti dell’Unione europea per violazione della normativa sugli aiuti di Stato. Oggetto del reclamo è ancora una volta la norma sull’Iperammortamento prevista nella Legge di Bilancio che, secondo quanto riportato nel comunicato congiunto, determina un monopolio di fatto per un’unica azienda, di controllo statale, a scapito di tutte le altre. I produttori sono inoltre preoccupati per la linea adottata all’interno della bozza del DL Energia/Bolette che, anche in questo caso, rischia di escludere 25 produttori di moduli europei sui 26 iscritti al registro Enea.

Le aziende firmatarie

Le aziende firmatarie del reclamo sono Eurener, FuturaSun, Omnia Solar, SonnenKraft, SoliTek, Soluxtec, Solvis, Sunerg Solar, Torri Solare e Peimar. Anche Bisol Group ha diffuso una nota in cui esprime seria preoccupazione sia per quanto riguarda l’iperammortamento sia per la bozza sul DL Energia.

È il secondo comunicato congiunto inviato dai principali produttori di moduli UE dopo quello inoltrato lo scorso 18 dicembre all’attenzione del Governo italiano.

“È evidente come gli operatori italiani del fotovoltaico dovranno fare fronte a un’importante distorsione del mercato che si manifesterà con una mancata concorrenza, aumento dei prezzi e problemi di reperimento dei moduli”, si legge nella nota. “Inoltre, la linea del Governo di escludere 25 produttori di moduli europei sui 26 iscritti al registro Enea dei moduli Made in EU pare continuerà anche all’interno del cosiddetto DL Energia/Bollette”.

Non solo iperammortamento

Nel provvedimento è previsto infatti una sorta di spalma incentivi unito ad un nuovo contributo per 10 GW di vecchi impianti incentivati in Conto Energia che siano oggetto di rifacimento e potenziamento. Tuttavia, anche tale contributo esclude i moduli iscritti al registro Enea alla lettera a).

Infine, secondo quanto emerge dal reclamo, la normativa italiana appare in contrasto con la bozza dell’Accelerator Act, che richiede l’impiego di almeno tre componenti di origine europea per gli impianti. Quindi, l’inverter e altri due componenti a scelta.

“Mentre quest’ultimo provvedimento mostra di rispettare il principio della neutralità tecnologica”, continua la nota, “la norma italiana favorisce solo l’eterogiunzione senza nessun criterio tecnico di fondo. È singolare, infatti, come i moduli che possono essere utilizzati in via esclusiva per l’Iperammortamento risultano avere l’efficienza del modulo più bassa rispetto a tutti gli altri i moduli presenti nel registro Enea”.

I produttori che sostengono questa iniziativa auspicano che vengano adottati quanto prima dei correttivi, sia sul nuovo Iperammortamento attualmente in vigore, sia sulla prossima emanazione del DL Energia/Bollette, per evitare forzature che penalizzano sia i consumatori sia l’industria europea.

Per leggere il comunicato congiunto, clicca qui 

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