Iperammortamento: i produttori di moduli EU chiedono correzione immediata

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I principali produttori di moduli Made in EU sono tornati sul tema dell’Iperammortamento con un comunicato congiunto. Le aziende esprimono apprezzamento per l’obiettivo raggiunto dalle associazioni di categoria per gli esodati di Transizione 5.0. Tuttavia, resta ancora il monopolio determinato dalla norma sull’Iperammortamento, che esclude i moduli fotovoltaici della lista A del Registro Enea.

Iperammortamento, i rischi dell’esclusione

Secondo i principali produttori, questa esclusione comporta un forte rischio di rallentamento delle installazioni degli impianti e un aumento dei costi, al di fuori di una reale logica di mercato. “Inoltre”, si legge nella nota, “l’intera filiera si troverà costretta a utilizzare i moduli fotovoltaici che, stando al registro Enea, risultano avere la più bassa efficienza a livello di modulo, contraddicendo le premesse e le intenzioni della norma stessa di voler incentivare tecnologie maggiormente efficienti. Il Governo italiano ha contribuito a incentivare la produzione di moduli fotovoltaici Made in EU con Transizione 5.0; dall’altro, con l’Iperammortamento tale produzione viene affossata, poiché si è determinato di fatto un monopolio a favore di un’unica azienda”. Secondo i produttori, la volontà espressa con l’Industrial Accelerator Act in discussione in Europa non è quella di creare dei monopoli nazionali.  L’intera filiera del fotovoltaico considera questo monopolio insostenibile e anacronistico, chiedendone a gran voce una modifica immediata.

Gli interventi delle associazioni

Nella nota congiunta, i produttori riportano anche i commenti e i correttivi proposti dalle principali associazioni di categoria. “Tale norma è incoerente con l’obiettivo di ricostruire un ecosistema europeo del fotovoltaico”, si legge in una nota di Italia Solare, “in linea con indipendenza e sicurezza energetica degli approvvigionamenti e rafforzamento della base industriale europea nello spirito del Net Zero Industrial Act”. Anie Confindustria dichiara che “Particolarmente problematica appare l’eccezione che esclude dall’elenco dei beni agevolabili i moduli fotovoltaici della categoria A del Registro Enea. L’esclusione di questa fascia rischia di ridurre drasticamente il numero di produttori europei in grado di competere, con un conseguente impoverimento del mercato”. Confindustria Brescia sottolinea infine che “Si rischia di escludere prodotti Made in Italy molto innovativi che, seppur abbiano celle extra EU, hanno brevetti italiani”.

Per leggere il comunicato congiunto, clicca qui

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