IEA: tra il 2026 e il 2030 circa 1.000 TWh all’anno dalle FER; oltre 600 TWh dal FV

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Tra il 2026 e il 2030, la produzione globale di energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe crescere di circa 1.000 TWh all’anno, con il solo fotovoltaico a rappresentare oltre 600 TWh annui.

Lo si legge all’interno di “Electricity 2026”, rapporto annuale dell’IEA sui mercati elettrici globali che fornisce un’analisi di tendenze e sviluppi politici. Il rapporto include previsioni sulla domanda e sull’offerta di energia elettrica, oltre che sulle emissioni di anidride carbonica. Le previsioni dell’IEA non sono più triennali come in passato ma quinquennali, coprendo il periodo dal 2026 al 2030.

IEAIn termini percentuali, si prevede che la generazione elettrica da fonte rinnovabile cresca a un tasso annuo dell’8%. Insieme, rinnovabili e nucleare dovrebbero appresentare circa la metà della generazione elettrica globale. Nel complesso, le rinnovabili sono destinate a contribuire con la quota più elevata della generazione elettrica globale entro il 2030, ma il carbone rimarrà la singola fonte di combustibile più rilevante per la produzione di elettricità.

 

Cresce la domanda

Nel report di IEA si legge anche che la domanda globale di energia elettrica continuerà a crescere di circa il 3,6% all’anno, sostenuta dalla crescente elettrificazione del settore industriale, dei trasporti e dell’edilizia.

Nel 2025 la domanda mondiale di elettricità è cresciuta del 3%, in calo rispetto al 4,4% registrato nel 2024 grazie a intense ondate di calore e a una forte attività industriale in molte regioni del mondo. Nonostante questa lieve inversione dello scorso anno, si prevede che fino al 2030 il consumo di elettricità crescerà almeno 2,5 volte più velocemente rispetto alla domanda energetica complessiva.

Le economie emergenti continuano a essere il principale pilastro della crescita della domanda che sta accelerando dopo 15 anni di stagnazione. Questa ripresa è incentivata dalla diffusione di data center, strumenti di intelligenza artificiale, e-mobility e manifatture evolute. Nel 2025, le economie avanzate hanno rappresentato quasi il 20% della crescita della domanda globale di elettricità, in aumento rispetto al 17% del 2024. Ci si attende che questa quota rimanga in media vicina al 20% nel periodo di previsione.

Necessarie reti più flessibili

Il report inoltre evidenzia come, con l’aumento del consumo di energia elettrica, i sistemi energetici dovranno essere più flessibili per integrare in modo sicuro ed economico un mix sempre più diversificato di fonti di produzione. Al contempo, dovranno tener conto dell’evoluzione della tecnologia e dei modelli di domanda.

Nello specifico la continua crescita della produzione da fotovoltaico ed eolico e la diffusione di nuove fonti di domanda – come veicoli elettrici, pompe di calore e carichi altamente concentrati come i data center – richiedono un’accelerazione negli investimenti di ammodernamento delle reti. Allo stesso modo, lo richiedono anche gli oltre 2.500 GW di progetti (comprendenti rinnovabili, accumulo e data center) bloccati nelle code di connessione. Secondo IEA gli investimenti annui nelle reti dovrebbero aumentare di circa il 50% entro il 2030 rispetto agli attuali 400 miliardi di dollari.

Accanto a investimenti per espandere e rendere flessibili le reti, un loro utilizzo più efficiente può contribuire ad accelerare l’integrazione di nuovi progetti da fonti rinnovabili. L’analisi dell’IEA mostra che alcune misure attivabili potrebbero liberare capacità sufficiente per collegare circa 1.200-1.600 GW relativi a progetti in fase avanzata e attualmente bloccati a livello mondiale. Ulteriori 750-900 GW potrebbero essere abilitati tramite accordi di connessione alla rete più flessibili e non vincolanti. E infine atri 450-700 GW potrebbero essere sbloccati attraverso l’implementazione di tecnologie di potenziamento della rete. La realizzazione di queste manovre richiede, secondo IEA, aggiornamenti tempestivi dei quadri normativi dei singoli paesi e un’implementazione rapida delle soluzioni tecniche.

Per leggere il report completo clicca qui 

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