Il plafond a disposizione degli esodati di Transizione 5.0 sale a 1,5 miliardi di euro, arrivando a coprire il fabbisogno delle domande ancora da soddisfare. Mentre il contributo sotto forma di credito d’imposta sale al 90% per i beni strumentali. Stando alle dichiarazioni del presidente di Anie Confindustria, Vincenzo de Martino, è stata anche ripristinata la copertura al 100% per il fotovoltaico.
Il Governo fa quindi dietrofront rispetto a quanto pubblicato nel decreto 38 del 27 marzo dove si prevedeva uno stanziamento di soli 537 milioni e un contributo sotto forma di credito d’imposta ridotto al 35%, oltre all’esclusione totale del fotovoltaico.
Il perché del tavolo di lavoro
Sono questi i risultati del tavolo di lavoro che è stato organizzato ieri, 1° aprile, tra le istituzioni e le principali associazioni imprenditoriali nazionali. Questo incontro è stato previsto presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy a seguito delle forti reazioni suscitate dal decreto legge 38.
Si ricorda che il provvedimento comprende varie misure tra cui quelle riguardanti Transizione 5.0 e Iperammortamento. Proprio queste ultime hanno suscitato il malcontento da parte del mondo imprenditoriale.
Ma se l’incontro di ieri ha soddisfatto i presenti sul piano di Transizione 5.0, lo stesso non si può dire in relazione alle misure sull’Iperammortamento. Nel decreto infatti decade il vincolo territoriale in relazione ai beni materiali e immateriali strumentali compresi quelli finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Tuttavia, in riferimento ai moduli fotovoltaici, rimane il requisito di appartenenza alla lettera b) o c) del registro Enea.
La proposta dei produttori europei di moduli
Questo ha spinto alcuni produttori europei di moduli fotovoltaici a presentare una proposta congiunta per risolvere gli squilibri nell’attuale quadro degli incentivi chiedendo a Confindustria e alle associazioni degli industriali convocate di farsi portavoce durante l’incontro di ieri al ministero.
Il testo sottoscritto suggeriva modalità per recuperare parte delle risorse a favore degli esodati di Transizione 5.0 e per risolvere la questione del regime di monopolio di fatto delineatosi nell’ambito dell’Iperammortamento.
In riferimento a quest’ultimo, la coalizione di produttori di moduli europei suggerisce di riammettere i moduli della lista A del registro Enea, applicando una percentuale di Iperammortamento ridotta rispetto a quella prevista per le liste B e C.
“Una differenziazione coerente con lo stato attuale del mercato potrebbe essere la seguente”, si legge nella lettera, “ovvero 160% per i moduli in lista A e 180% per i moduli in lista B e C. Questo approccio consentirebbe di recuperare circa 50 milioni di euro per ogni GW installato, evitare colli di bottiglia e tensioni sui prezzi, mantenere un vantaggio competitivo per la produzione europea e sostenere la diffusione del fotovoltaico senza introdurre distorsioni”.
La proposta è sottoscritta da una vasta coalizione di produttori di moduli fotovoltaici europei e in particolare Belga Solar, Bisol, Soluxtec, Eurener, FuturaSun, Omnia Solar, SoliTek, Solvis, Solyco, Sonnenkraft, Sunerg, Torri e Voltec Solar.
Interventi sull’Iperammortamento
«Era stata lesa la fiducia tra istituzioni e rappresentanze datoriali, la riunione ristabilisce quelle regole che si debbono avere. Siamo soddisfatti, penso che le imprese possano avere quello che meritavano», ha dichiarato al termine del tavolo di lavoro, Cristian Camisa, presidente di Confapi.
Invece sull’Iperammortamento il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha riferito che il governo ha rassicurato le aziende sul fatto che il decreto attuativo sarà approvato rapidamente e potrebbe essere operativo nei primi dieci giorni di maggio. Nessun riferimento però alla proposta della coalizione di produttori di moduli europei.
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