Giacchetti (GIS): “Allarme burocrazia: impianti in attesa di autorizzazioni per oltre 5 anni”

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L’associazione Gruppo Impianti Solari (GIS) lancia l’allarme sui tempi di attesa per le autorizzazioni ai grandi impianti. E lo fa attraverso il suo presidente Raffaello Giacchetti che, in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi a Financialounge Channel, ha raccontato quali sono le motivazioni che stanno bloccando i grandi impianti in Italia.

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Secondo Giacchetti, alcune centrali utility scale, soprattutto i grandi impianti agrovoltaici, restano bloccati per anni nonostante norme che prevedono tempi rapidi.

Il quadro delineato da Giacchetti evidenzia una frattura profonda tra gli obiettivi politici della transizione energetica e la realtà procedurale italiana. Il paradosso del “doppio binario” tra operatori nazionali ed esteri, unito alla resistenza ideologica di alcune regioni, suggerisce che il problema non sia tecnico, ma di governance territoriale.

«In Italia esistono grandi impianti fotovoltaici fermi da cinque anni, nonostante la legge preveda tempi di risposta di pochi mesi. Non è solo un ritardo, è un paradosso che colpisce la sicurezza energetica del Paese», spiega Raffaello Giacchetti. «Il problema non risiede nella mancanza di normative, ma in una gestione burocratica incoerente».

Progetti intrappolati

Molti dei progetti delle aziende associate a GIS, concepiti come modelli avanzati di agrivoltaico, sono intrappolati a causa di pareri discordanti tra Province, Regioni e Sovrintendenze, specialmente nel Centro Italia. «Il messaggio che passa è pericoloso», continua Giacchetti. «Nello stesso territorio, a parità di condizioni, vediamo impianti di grandi operatori stranieri procedere, mentre quelli di operatori italiani restano bloccati. Sembra che la burocrazia si superi solo se si è davvero potenti. Chi sbaglia, che sia un privato o un’istituzione, deve pagare. Invece, nessun controllo né pena interviene a sanzionare chi non rispetta le regole. Il risultato è un Paese, il nostro, che paga l’energia ben oltre la media degli altri stati europei, con evidente danno per la crescita delle imprese. Ma il risultato è anche che gli investitori istituzionali, quelli che gestiscono fondi pubblici, e che decidono di scommettere sull’energia pulita, perdono. A danno di tutti».

GIS contro le resistenze locali

Giacchetti punta il dito anche contro le resistenze locali, citando il caso emblematico della Sardegna: «È assurdo che un’isola così bella ostacoli le rinnovabili, quasi preferendo le centrali a carbone. Se ogni Comune italiano dedicasse appena il 3% del territorio al fotovoltaico, otterremmo la sicurezza energetica preservando la spettacolarità del nostro ambiente».

La denuncia di GIS parte dall’esperienza delle imprese che attivamente investono in questo ambito, ma trova riscontro nei dati nazionali. Secondo il recente rapporto “Scacco Matto alle Rinnovabili” di Legambiente, ad esempio, la burocrazia rimane in Italia il principale freno alla transizione. I ritardi non colpiscono solo le imprese, ma ricadono direttamente sulle famiglie, sotto forma di prezzi dell’energia più alti e perdita di investimenti istituzionali. GIS chiede alle istituzioni una sola cosa: certezza dei tempi e delle regole e che chi sbaglia paghi».

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