A poche ore di distanza dalla pubblicazione del decreto ministeriale 4 agosto, che ha apportato alcune modifiche al FER X transitorio, Francesco Emmolo, general manager di Longi, commenta il testo.
Secondo l’esponente dell’azienda, il nuovo decreto rappresenta un passo significativo per il settore, introducendo un meccanismo che non si basa più unicamente sul prezzo, ma su criteri non-price. «Questo approccio valorizza la qualità, la sostenibilità e la tecnologia, allineando l’Italia con le direttive europee», spiega Francesco Emmolo in una nota rilasciata da Longi Solar. «Il fatto che il governo italiano abbia scelto di attribuire un punteggio all’efficienza dei moduli, all’impronta di carbonio e all’origine della produzione è fondamentale. Per noi di Longi, questi non sono solo nuovi criteri, ma sono da sempre i pilastri della nostra filosofia aziendale».
Privilegiare il Made in Europe
Nello specifico, la misura che privilegia il Made in Europe ha sollevato alcune discussioni. «Ma per noi questo non è un ostacolo», continua Emmolo. «Abbiamo un piano industriale solido e una presenza produttiva strategicamente diversificata. Con fabbriche consolidate in Vietnam e Malesia, e un nuovo impianto in costruzione in Indonesia, siamo in grado di servire i mercati internazionali in modo flessibile». Queste sedi produttive permettono a Longi di mantenere standard elevati e di fornire moduli di ultima generazione che competono su gli altri criteri di merito premiati dal decreto, come l’efficienza e l’impronta di carbonio.
Promuovere collaborazione tra i player del settore
Francesco Emmolo aggiunge che la misura potrebbe tradursi in un aumento dei costi complessivi, sia in termini di incentivi statali sia di spesa per gli operatori. L’obiettivo di supportare la filiera europea è condivisibile, ma l’approccio scelto potrebbe non portare i benefici sperati, rischiando al contempo di rallentare l’adozione di energia pulita. «A nostro avviso, anziché creare barriere, sarebbe più efficace promuovere una cooperazione internazionale tra i maggiori player del settore», spiega Emmolo. «Un’alleanza tra aziende europee e globali come Longi potrebbe portare a una crescita condivisa, a un trasferimento di know-how e a un’accelerazione della transizione energetica, senza costi aggiuntivi e con un impatto maggiore e più duraturo per il bene comune».
Il futuro del solare in Italia
Guardando all’evoluzione del mercato italiano, Longi si aspetta che diventi più sofisticato e che gli operatori diano maggiore peso non solo al prezzo, ma anche a fattori come l’affidabilità del produttore e l’impatto ambientale del prodotto. Ciò spingerà il settore verso standard più elevati, con un beneficio per tutti.
«Il messaggio principale che vorremmo trasmettere agli operatori del settore e ai policy maker italiani è chiaro: l’innovazione e la cooperazione sono la chiave per una transizione energetica di successo», conclude Francesco Emmolo. «Le sfide climatiche richiedono soluzioni globali che non possono essere affrontate con logiche protezionistiche. I policy maker dovrebbero promuovere un dialogo aperto con tutti gli attori del mercato. Agli operatori del settore, invece, consigliamo di guardare oltre il prezzo e di investire in partner che offrano stabilità, innovazione e un impegno tangibile per la sostenibilità».