Il consorzio E-Cycle ha reso noto che il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il proprio appello sul sistema di garanzia finanziaria per la gestione a fine vita dei moduli fotovoltaici. A seguito del ricorso presentato, infatti, il Consiglio di Stato ha stabilito che la quota di garanzia di 10 euro per pannello fissata dal GSE per i moduli incentivati è stata definita in assenza di un’adeguata istruttoria tecnico-economica. Con la sentenza n. 1513/2026, il Collegio ha quindi ordinato al GSE di rivedere l’importo relativo all’opzione di adesione ai sistemi collettivi prevista dal d.lgs. 118/2020 e dall’art. 24-bis del d.lgs. 49/2014.
«Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1513/2026, dà un segnale chiaro sul fine vita dei moduli fotovoltaici: la garanzia deve essere commisurata ai costi che è chiamata a coprire e supportata da un’adeguata valutazione», ha dichiarato Mauro Zilio, direttore commerciale di E-Cycle.
Ricordiamo che il contenzioso riguarda il meccanismo attraverso cui viene determinato il valore della garanzia destinata a coprire i costi di smontaggio, raccolta, trasporto e trattamento dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita. Per gli impianti incentivati con il Conto Energia, infatti, il GSE trattiene una quota di garanzia – pari a 20 euro per modulo – a tutela della corretta gestione dei RAEE fotovoltaici; in alternativa, con l’opzione prevista dal d.lgs. 118/2020, i soggetti responsabili possono aderire a un sistema collettivo versando una garanzia finanziaria di 10 euro per modulo.
Secondo il Consiglio di Stato la determinazione di tale importo opzionale non risulta adeguatamente motivata. La sentenza evidenzia infatti come l’amministrazione, pur introducendo nel tempo ulteriori componenti di costo – come le attività di smontaggio dei pannelli – abbia mantenuto invariato il valore di 10 euro. In altre parole, sono state ampliate le voci di costo coperte dalla garanzia senza valutarne e giustificarne l’impatto sull’importo complessivo.
