D-Bess: nasce la piattaforma per lo storage decentralizzato su impianti FV esistenti

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In occasione della fiera Key Energy (Rimini, 4-6 marzo 2026) è stata presentata la piattaforma D-Bess (Decentralized Battery Energy Storage System) dedicata allo sviluppo di sistemi Bess integrati su impianti fotovoltaici esistenti tra 2 e 10 MW, già connessi alla rete.

D-Bess debutta con una pipeline già definita per oltre 500 MWh di capacità di accumulo e un obiettivo industriale di 1 GWh entro il 2028. La piattaforma è promossa da Così Green, Ferplant e Openlogs.

D-Bess, primi due accordi quadro

I primi due accordi quadro già sottoscritti riguardano oltre 500 MWh complessivi di sistemi di accumulo da realizzare tra il 2026 e la fine del 2028. Il primo, siglato con E-Invest prevede l’integrazione di oltre 300 MWh di storage. Il secondo è stato siglato con Visio ER 2.0, aggregatore dell’Energy Release attivo nello sviluppo e acquisizione di oltre 50 MW di impianti in Italia, prevalentemente nel Centro-Sud, con circa 200 MWh di capacità prevista.

«D-Bess nasce con una pipeline concreta e partner finanziari già strutturati. Questo ci consente di accelerare l’implementazione e ridurre il rischio in un settore ancora caratterizzato da incertezze regolatorie e volatilità di mercato», commenta Gian Gherardo Aprile, Ceo di Così Green. «Il nostro modello punta a valorizzare asset esistenti, stabilizzando i flussi e incrementandone la redditività».

Modello decentralizzato

A differenza dei grandi impianti standalone, D-Bess adotta un modello decentralizzato: sistemi di accumulo di taglia contenuta, integrati su impianti già operativi. L’approccio consente di utilizzare connessioni esistenti, ridurre le complessità autorizzative e contenere il rischio di sviluppo. Inoltre, operando su aree già vocate alle rinnovabili, il modello evita nuovo consumo di suolo e valorizza infrastrutture energetiche già realizzate, con un impatto positivo anche sotto il profilo ESG e della sostenibilità territoriale.

Dal punto di vista finanziario, la standardizzazione delle configurazioni e la replicabilità su cluster di impianti favoriscono scalabilità, prevedibilità dei costi e disciplina nell’allocazione del capitale.

«La sostenibilità economica delle operazioni dipende dalla capacità di industrializzare le soluzioni e ottimizzare tempi, costi e performance operative», dichiara Emanuele Buscaglione, co-founder e BD di Ferplant.

Per gli investitori e gli aggregatori, l’integrazione dello storage rappresenta una leva di valorizzazione degli asset rinnovabili. «Per un aggregatore Energy Release, l’introduzione dei Bess consente di migliorare ulteriormente l’IRR dei progetti e stabilizzare i flussi nel tempo», commenta Sandro Perrone, amministratore delegato di Visio ER 2.0.

La piattaforma si rivolge a proprietari di impianti FER interessati a migliorare marginalità, a EPC che intendono integrare soluzioni Bess nella propria offerta, a operatori con portafogli fotovoltaici che vogliono strutturare strategie storage scalabili e a operatori industriali orientati alla riduzione dei costi energetici. In tutti i casi, il modello si fonda su standardizzazione tecnica, governance strutturata e implementazione progressiva.

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