ResFarm ha lanciato una nuova piattaforma di servizi integrati per l’agrivoltaico. Si tratta di “Resfarm – Il primo ingegnere agrivoltaico”, progetto attraverso il quale l’azienda intende porsi come unico interlocutore per l’intero ciclo di vita degli impianti agrivoltaici. La società si occuperà infatti di creare un modello fondato sull’integrazione tra agronomia, ingegneria, ambiente e gestione tecnica, con un team qualificato e internazionale che utilizza strumenti e tecnologie innovative. Il cambiamento comprende anche una nuova identità e un nuovo sito web.
“Il punto di partenza è un patrimonio di oltre 4 GW di consulenze, maturato affiancando operatori, sviluppatori, banche e investitori in un mercato sempre più complesso”, si legge in una nota di Resfarm. “Come spesso accade, la svolta nasce da un bisogno, o meglio una criticità ricorrente: troppo spesso le diverse componenti di un progetto agrivoltaico vengono affrontate separatamente, con il rischio di dover intervenire successivamente su layout, scelte tecniche, costi e prescrizioni. La risposta di ResFarm è risolvere in anticipo questa complessità, portando le competenze e le tecnologie necessarie allo stesso tavolo fin dalle prime fasi”.
ResFarm, business model integrato
Con l’ampliamento di team, servizi e tecnologie all’avanguardia, ResFarm estende la propria attività alla progettazione ingegneristica e agli studi ambientali, inclusa la predisposizione della documentazione per la valutazione di impatto ambientale (VIA). Questa integrazione si affianca alle competenze e tecnologie già consolidate in consulenza agronomica, due diligence, bankability, compliance, monitoraggio e gestione agricola e tecnica.
L’obiettivo
L’obiettivo è offrire agli operatori un partner capace di seguire il progetto lungo tutto il suo ciclo di vita, riducendo le discontinuità tra progettazione, autorizzazione, realizzazione e gestione.
«Per troppo tempo l’agrivoltaico è stato affrontato come la somma di due progetti: uno energetico e uno agricolo», dichiara Alessio Pinzone, CEO di ResFarm. «Ma un impianto non diventa agrivoltaico semplicemente perché sotto i pannelli cresce qualcosa. La vera sfida è progettare un sistema in cui agricoltura ed energia funzionino insieme, fin dall’inizio. Dopo oltre 4 GW di esperienza, abbiamo deciso di fare un passo ulteriore, riunire in ResFarm le competenze e le tecnologie necessarie per accompagnare l’intero progetto. Non vogliamo soltanto risolvere problemi, vogliamo provare a evitarli prima che si presentino».
Matteo Zonca Bravi, chief commercial officer di ResFarm aggiunge: «Per chi sviluppa o finanzia un impianto, il valore di un partner si misura anche nella capacità di anticipare le criticità. Un layout da rivedere, una prescrizione non considerata o una scelta progettuale incompatibile con l’attività agricola possono tradursi in costi aggiuntivi e ritardi. Il nostro nuovo modello nasce per rispondere all’esigenza del mercato di avere un unico riferimento tecnico e agronomico, capace di accompagnare le decisioni e dare continuità al progetto, dalla prima analisi fino alla gestione operativa, combinando tra loro competenze iper specialistiche e tecnologie innovative».

