L’Europa e l’Italia si trovano oggi di fronte a uno snodo storico e cruciale per la transizione energetica, definito non solo dalla crescita delle nuove installazioni fotovoltaiche, ma anche dalle opportunità legate al revamping e al repowering del parco solare esistente. Le attività di ammodernamento dei parchi fotovoltaici sono tra i driver più promettenti. Basti pensare che, secondo un’analisi di Wood Mackenzie, tra il 2040 e il 2049 circa 2,5 TW di progetti fotovoltaici ed eolici dovrebbero raggiungere il fine vita. I proprietari di questi asset dovranno quindi decidere se abbandonare i siti, rinnovarli oppure potenziarli. Pertanto le operazioni di revamping e repowering contribuiranno a incrementare le installazioni solari ed eoliche. Una notizia di valore, visto anche il contesto di stabilizzazione della crescita della domanda di nuovi impianti nel Vecchio Continente. L’Italia è sicuramente uno dei candidati più importanti in questo contesto.
Tra regole certe e assist potenziali
Realizzare un intervento di revamping o repowering su impianti storici richiede un’attenta e rigorosa valutazione del perimetro normativo e delle disposizioni ministeriali. Accanto alle regole tradizionali che consentono di effettuare interventi di revamping incrementando la potenza nominale fino a una soglia del 5% nel caso di impianti fino a 20 kWp e dell’1% per le installazioni di potenza maggiore per preservare le tariffe del Conto Energia, il quadro normativo si è arricchito di importanti novità. Un passaggio chiave è delineato dal decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che disciplina le modalità di fuoriuscita volontaria dal Conto Energia per impianti di potenza superiore a 20 kW, per un potenziale complessivo di circa 10 GW.
Revamping, servono pianificazioni rigorose
La decisione di intervenire su impianti esistenti e che beneficiano di tariffe incentivanti non può quindi essere improvvisata. Ogni operazione di ammodernamento richiede una pianificazione rigorosa, tenendo conto dei tempi di fermo impianto, dei costi dei componenti principali e del bilanciamento tra gli extra costi della componentistica e il valore dell’incentivo da salvaguardare.
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