Jinko ESS sta sviluppando in Italia un sistema di accumulo DC-coupled da 15 MWh, facendo leva sull’esperienza maturata con diverse centinaia di MWh di progetti già realizzati in questa configurazione in tutta Europa. Questo impegno risponde alle nuove esigenze del mercato elettrico.
Finora i grandi progetti Bess stand-alone hanno caratterizzato il mercato italiano dello storage energetico. Molti di essi hanno partecipato all’asta Macse di Terna. Ma un nuovo segnale sta ora spostando l’attenzione verso i sistemi di accumulo co-localizzati.
A ottobre, la zona di mercato del Sud Italia ha registrato per la prima volta prezzi negativi nelle ore centrali della giornata, caratterizzate dalla produzione solare, raggiungendo -0,01 euro al MWh. Questa tendenza non riguarda soltanto l’Italia. In Germania e in altri mercati europei, i prezzi negativi dell’energia elettrica stanno diventando sempre più frequenti. In Germania, inoltre, la legge Solarspitzengesetz prevede la sospensione della remunerazione dell’energia immessa in rete quando i prezzi diventano negativi. Di conseguenza, un modello di business basato esclusivamente sul fotovoltaico risulta sempre più difficile da sostenere.
L’integrazione di sistemi di accumulo consente ai produttori di spostare l’immissione di energia nelle ore serali, ridurre le limitazioni alla produzione (curtailment) e sfruttare meglio le connessioni alla rete, che spesso rappresentano una risorsa scarsa e di grande valore.
Nell’ambito dei sistemi di accumulo co-localizzati, la configurazione DC-coupled sta guadagnando terreno. Le batterie sono collegate sul lato in corrente continua dell’impianto fotovoltaico tramite convertitori DC/DC, condividendo l’inverter fotovoltaico e la connessione alla rete. Questa soluzione può ridurre le perdite di conversione e i costi delle infrastrutture ausiliarie (Balance of Plant, BoP). Inoltre consente il recupero dell’energia che altrimenti andrebbe persa a causa del fenomeno dell’inverter clipping.
I produttori di convertitori, tra cui Jinko ESS, stanno investendo significativamente affinché questi sistemi possano fornire anche servizi di rete. Questa funzione fino a poco tempo fa era svolta principalmente dai sistemi di accumulo AC-coupled.
