Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato ieri il decreto contenente le modalità di esercizio dell’opzione di fuoriuscita volontaria dal meccanismo di incentivazione in Conto Energia per titolari di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW.
In cambio di questa fuoriuscita volontaria, il GSE riconosce un corrispettivo per l’incentivo a cui si rinuncia. La fuoriuscita volontaria, complessivamente, potrà riguardare impianti per una potenza complessiva massima di 10 GW.
Accedono direttamente i soggetti che entro il 31 maggio 2026 avevano aderito agli schemi per la rimodulazione delle tariffe premio previsti dal Decreto Bollette. Gli altri operatori dovranno partecipare ad una procedura competitiva gestita dal GSE che dovrà essere svolta entro il 30 giugno 2027.
È possibile rinunciare agli incentivi residui prevedendo opere di ripotenziamento degli impianti che devono essere svolte tra il 1° gennaio 2028 e il 31 dicembre 2030. L’intervento di ripotenziamento deve garantire un aumento della produzione energetica rispetto a quella prevista per il restante periodo di incentivazione. L’incremento minimo è del 30% per gli impianti su tetto e i sistemi a terra situati su terreni agricoli, e del 100% per tutti gli altri impianti.
Nel testo del decreto si specifica che queste opere di rifacimento devono obbligatoriamente prevedere l’uso di moduli fotovoltaici iscritti al registro Enea alle lettere b o c.
L’energia aggiuntiva prodotta grazie all’intervento di rifacimento deve essere oggetto di contrattualizzazione a termine, anche attraverso PPA.
Il GSE ha ora 30 giorni di tempo per pubblicare le regole operative. Dopodichè i soggetti interessati avranno altri 30 giorni per poter presentare le manifestazioni di interesse.
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