Cantieri FV: cresce il problema di furti e atti vandalici

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In questi anni di crescita del fotovoltaico l’attenzione del settore si è concentrata quasi esclusivamente su permitting, connessioni di rete e bancabilità, progettazione, dimensionamento e producibilità, ma ultimamente un altro tema sta guadagnando spazio nelle agende di EPC, installatori e non solo: la sicurezza fisica di cantieri e impianti. Non è un rischio nuovo. Il furto di rame accompagna il fotovoltaico italiano da almeno un decennio, ma la scala del fenomeno è cambiata insieme a quella del mercato: più cantieri aperti, più impianti utility scale in aree isolate, più chilometri di cavo interrato, e bande sempre più organizzate e specializzate proprio nel colpire questo tipo di infrastrutture. La protezione degli asset richiede soluzioni differenziate e integrate lungo tutto il ciclo di vita come videosorveglianza e torri mobili off grid, termocamere, droni autonomi e polizze all risk con garanzia da mancata produzione.

Più sicurezza nei cantieri

Il risultato è che la sicurezza sta smettendo di essere un capitolo accessorio del progetto e sta diventando, sempre più spesso, una voce di costo e di rischio da mettere in conto fin dalla fase di offerta. Il Crime Report 2025 di BauWatch, l’indagine sui reati nei cantieri condotta su 3.900 imprese edili euopee, 500 delle quali italiane, restituisce la scala del problema. In Italia il 56% delle imprese edili ha subito almeno un furto nell’ultimo anno e il 45-46% atti di vandalismo; il 44% segnala un aumento dei reati rispetto all’anno precedente, un trend comune a tutta Europa (57% la media continentale, con punte del 71% in Austria e Francia). Il materiale più colpito resta il rame, oggetto del 49% dei furti censiti, seguito dai cavi in generale (35%) e dal carburante (23%).

Sul piano dei cantieri, il 38% dei progetti italiani ha subito ritardi riconducibili a furti o incidenti di sicurezza, mediamente da una a quattro settimane di stop, e il 22% ha sforato il budget previsto. I reati nei cantieri sono più frequenti nei mesi più bui, con il 63% delle aziende che nel 2026 riferiscono un aumento di furti e intrusioni in autunno e in inverno. Il report dedica un affondo specifico al settore, in cui rientrano anche gli impianti da fonti rinnovabili: qui il 54% degli intervistati ha subito furti e il 46% atti di vandalismo, con il 38% dei casi in cui un singolo episodio ha comportato l’interruzione del cantiere per tre-quattro settimane.

Il peso economico

A livello europeo, secondo l’edizione più recente dello studio BauWatch (che ha ampliato il campione a 4.100 operatori, 500 dei quali italiani), il peso economico complessivo dei reati nei cantieri viene stimato attorno a 1,5 miliardi di euro l’anno, in costante crescita. Un esempio di stretta attualità ci viene da quello successo a Ravanusa, in provincia di Agrigento, dove tra il 4 e il 24 giugno 2026 ignoti si sono introdotti in un cantiere fotovoltaico in contrada San Vito e hanno portato via circa 500 chilogrammi di rame e quattro inverter. Danno stimato: 20mila euro, senza copertura assicurativa. A poche settimane di distanza, sempre nell’Agrigentino, un altro colpo ha sottratto 50mila metri di cavo in rame da un cantiere in costruzione, per un danno superiore ai 40mila euro. Non sono episodi isolati: sono la fotografia, ravvicinata, di un fenomeno che i dati di settore descrivono ormai come strutturale.

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