Negli ultimi anni il fotovoltaico è riuscito a conquistare uno spazio sempre più rilevante nel processo di elettrificazione dei consumi e di transizione energetica di abitazioni e imprese. Eppure, accanto ai numeri di crescita della nuova potenza solare allacciata, ad esclusione del domestico che ha subito una forte flessione dopo gli anni febbrili del Superbonus, esiste un segmento che continua a presentare un potenziale in larga parte inesplorato: quello dei condomini.
Si tratta di un ampio bacino edilizio che potrebbe dare slancio alle installazioni di taglia domestica, soprattutto alla luce delle opportunità legate all’autoconsumo collettivo e all’elettrificazione dei consumi. Si stima che in Italia ci siano 1,2 milioni di condomini con amministrazione formale, numero che, secondo le rilevazioni Istat, sale a 5,5 milioni se si considerano tutti gli edifici residenziali plurifamigliari. Eppure, si stima che meno del 2% dei condomini italiani dispone di un impianto fotovoltaico dedicato alle utenze comuni. E anche gli incentivi non sono riusciti a sortire l’effetto sperato: ufficialmente le forme di autoconsumo collettivo, che come vedremo più avanti restano l’unica e vera leva per diffondere questo tipo di configurazione, sono circa 550 con una media di 11 membri, per una potenza complessiva stimata di circa 13 MW.
Leve fiscali e nuove configurazioni
Come abbiamo visto, il quadro degli incentivi e le nuove configurazioni tra cui autoconsumo collettivo e CER rappresentano i principali motori di attrazione per gli investimenti energetici in ambito condominiale. Ma, purtroppo, ci sono misure di cui ancora non si conosce, in maniera certa, il futuro. Attualmente il mercato domestico è ancora sostenuto dalla detrazione fiscale al 50%. Oltre a questa, l’altra leva per dare slancio al fotovoltaico nei condomini è certamente quella dell’autoconsumo collettivo.
Un ruolo destinato a mutare
C’è un’altra importante leva che potrebbe dare slancio indipendentemente dalla presenza o meno di tariffe incentivanti: il ruolo del fotovoltaico nei condomini è infatti destinato a mutare radicalmente con la progressiva trasformazione dei consumi energetici. Nella configurazione più tradizionale, i consumi delle parti comuni sono legati essenzialmente ad ascensori, illuminazione delle scale e irrigazione. Si tratta di utenze che non determinano un fabbisogno elettrico elevato o costante durante le ore di irraggiamento solare.
Per questo ci si trova spesso di fronte a contatori condominiali di potenza relativamente bassa e a impianti fotovoltaici che rischiano di essere sottodimensionati rispetto alla superficie disponibile sul tetto. Se l’autoconsumo diretto dell’energia prodotta rimane basso, i tempi di ritorno dell’investimento tendono inesorabilmente ad allungarsi. Il quadro cambia tuttavia quando si intercetta il trend dell’elettrificazione dei consumi. In presenza di impianti di climatizzazione e sistemi di ricarica per la mobilità sostenibile, la curva di carico dell’edificio cresce considerevolmente. Il fotovoltaico smette così di essere una spesa accessoria e si trasforma in una risorsa fondamentale per calmierare i costi operativi delle utenze termiche ed elettriche.
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