Tinazzi (Energy S.p.A.) al ministro Pichetto Fratin: “servono tempi più rapidi per le imprese italiane”

by editore
editore
Tinazzi (Energy S.p.A.) al ministro Pichetto Fratin:
Condividi:

Per affrontare le sfide della transizione energetica servono tecnologie, ma anche tempi burocratici più rapidi e un quadro normativo capace di sostenere la competitività delle imprese.

Sono questi alcuni dei temi emersi nel corso dell’incontro «Energia, resilienza e realtà: chi paga il conto?», svoltosi ieri, lunedì 3 agosto, ad Asiago, nell’ambito della 4ª edizione di PiazzAsiago, di cui Energy S.p.A. è main sponsor.

Sul palco, oltre al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, erano presenti Davide Tinazzi, CEO di Energy S.p.A., Filippo Ghirelli, fondatore di Infracorp, Fabio Pasut di Ortus, Andrea Moro di Moro.Energy e Luigino Balin di Brenta Lavori. A moderare il confronto sono stati David Parenzo e Matteo Villa.

Nel corso del dibattito, Davide Tinazzi ha dialogato con il ministro, ponendo l’attenzione sulla necessità di accelerare i tempi burocratici per consentire alle imprese italiane di competere ad armi pari con i principali mercati internazionali.

«Signor Ministro, serve velocità nell’attuazione. È questo quello che serve alle imprese locali, che non hanno nulla da invidiare in termini di tecnologia e iniziativa. Però i tempi di esecuzione di altre parti del mondo sono quelli che ci mettono in difficoltà nella concorrenza. Per essere più resilienti nelle filiere occorre avere tempi di esecuzione rapidi», ha osservato Tinazzi.

Nella sua risposta, il ministro ha sottolineato il ruolo della semplificazione burocratica come una delle principali sfide per il Paese: «La sfida nazionale è quella della velocità burocratica. A livello nazionale abbiamo fatto passi avanti piuttosto significativi. Non sostengo che il sistema sia perfetto, perché c’è sempre margine di miglioramento, ma è altrettanto vero che negli ultimi anni sono stati compiuti molti passi avanti. Restano però altre difficoltà, legate alle autorizzazioni vere e proprie, che dipendono dalle Regioni e, in alcuni casi, dai Comuni: lì la tempistica rappresenta ancora un punto interrogativo».

Nel prosieguo del confronto, Pichetto Fratin ha poi ribadito il ruolo strategico dei sistemi di accumulo nel percorso di transizione energetica. Richiamando la forte crescita del fotovoltaico in Italia — con circa 82.000 nuovi impianti attivati nei primi sei mesi del 2026 — il ministro ha evidenziato come, nelle ore di massima produzione, si registrino già situazioni di surplus energetico, rendendo sempre più necessario investire nell’accumulo per valorizzare l’energia prodotta e rafforzare la sicurezza e la resilienza del sistema elettrico nazionale.

newsletter

Condividi: