Gruppo Everest, che si occupa di progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici, elettrici e meccanici in tutta Italia, ha acquisito Riva Impianti ed Elettrica Ravasio. Arrivano così a sette le acquisizioni effettuate nell’arco di sette mesi dal Gruppo, che rafforza la sua presenza nel settore dell’impiantistica tecnologica integrata.
Riva Impianti è specializzata nella costruzione di impianti sanitari, antincendio, riscaldamento, condizionamento e di impianti di trattamento aria e ventilazione. Elettrica Ravasio invece si occupa di progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici in ambito civile, terziario e industriale, oltre a impianti elettrici civili e industriali e servizi integrati domotici. Le due aziende continueranno a essere gestite dai rispettivi fondatori, partecipando al capitale di Gruppo Everest attraverso un reinvestimento significativo.
Alessandro Riva e Claudio Ravasio, amministratori delegati rispettivamente di Riva Impianti ed Elettrica Ravasio, hanno evidenziato come le aziende alla loro guida siano state fondate dai rispettivi padri oltre 50 anni fa. In Everest i due amministratori ammettono di trovare come colleghi e soci altri imprenditori con la stessa etica del lavoro.
«Riva Impianti ed Elettrica Ravasio sono realtà imprenditoriali di lungo corso e di successo nel settore dell’impiantistica e si inseriscono perfettamente nel percorso di crescita del nostro gruppo», dichiara Alessandro Zunino, amministratore delegato di Gruppo Everest, che annovera un fatturato aggregato proforma 2025 superiore a 100 milioni di euro e oltre 300 dipendenti.
«Operiamo in un settore nel quale la capacità di mettere a fattor comune competenze tecniche, investire nella crescita del capitale umano e sviluppare sinergie rappresenta un importante fattore competitivo. Stiamo costruendo una piattaforma nazionale capace di valorizzare le eccellenze imprenditoriali, preservandone identità, know-how e relazioni con clienti e partner, mettendo al contempo a disposizione risorse finanziarie, competenze manageriali e una visione industriale di lungo periodo».
