Alla luce del rincaro dei prezzi dei moduli fotovoltaici che si sono verificati nelle ultime settimane, SolareB2B ha raccolto i commenti di alcuni dei più importanti esponenti del fotovoltaico per capire cosa sta succedendo e quale impatto si prevede sulla filiera e sul mercato italiano.
Le cause del rincaro
Per Alberto Cuter, vice president Italia e America Latina di JinkoSolar, le cause sono da attribuire all’aumento del costo delle materie prime, la decisione da parte del governo cinese di abolire il rimborso fiscale del 9% sull’esportazione dal 1° aprile, e infine la necessità da parte dei produttori di tornare alla profittabilità.
«Per quasi due anni la filiera è stata messa sotto pressione in termini di risultati economici», spiega Cuter. «Pensiamo che i listini resteranno più alti anche nei prossimi mesi. È un tentativo da parte dei produttori di silicio, wafer e moduli di tornare alla redditività». Alberto Cuter fa poi il punto sulla capacità produttiva in Cina, per capire cosa potrebbe succedere in termini di disponibilità di prodotto. «C’è capacità ma la produzione sarà sempre di meno. Si sta cercando di allineare la produzione di moduli alla reale domanda. Basti pensare che la Cina non sta autorizzando aumenti di capacità».
Impatto sul mercato italiano
E per quanto riguarda il mercato italiano? Il rincaro dei prezzi dei moduli che effetto avrà sui grandi progetti? «Prevediamo un impatto sul Capex, ma minimo. Se pensiamo ai grandi impianti, oggi costano molto di più le autorizzazioni dei prezzi dei moduli fotovoltaici».
Alberto Cuter ha infine commentato la reazione dei distributori partner al rincaro dei prezzi dei moduli: «Non vedevano l’ora che ci fosse un aumento dei prezzi. Anche loro avranno la possibilità, così, di marginare un po’ di più. La parte un po’ più difficile la vediamo nel segmento utility scale perché l’impatto sarà maggiore sui Capex rispetto a quanto prevediamo sulla generazione distribuita».
