Inverter grid forming: alleati per la rete e il mercato

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La crescente diffusione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili connessi al sistema elettrico nazionale e la contestuale dismissione di impianti termoelettrici convenzionali richiedono di porre attenzione alla tematica della stabilità di rete. Tecnicamente si stanno riducendo l’inerzia e la potenza di cortocircuito che, di conseguenza, potrebbero causare un aumento di fenomeni di instabilità. Per coprire questi gap di instabilità, una delle tecnologie più promettenti è rappresentata dal grid forming previsto sugli inverter.

Le caratteristiche del grid forming

Un convertitore grid forming, a differenza di uno tradizionale che è grid following, non si sincronizza ad una rete già presente per immettere corrente, ma è in grado di creare attivamente una forma d’onda di tensione. Lo fa imitando il comportamento dei generatori sincroni tradizionali, offrendo funzionalità che contribuiscono a mantenere la stabilità del sistema elettrico. Ma come funzionano questi inverter e quali sono i principali campi di azione? Quali sono le opportunità e le prospettive per il prossimo futuro? La tematica è di strettissima attualità e ancora labilmente circoscritta. Inoltre è piuttosto tecnica e complessa. In un’ottica di maggior comprensione, vale quindi la pena analizzarla con dovizia di particolari.

Funzionamento della tecnologia

La tecnologia grid forming rappresenta un‘evoluzione nell’elettronica di potenza, applicabile sia agli impianti da fonte rinnovabile sia ai sistemi Bess. Grazie a queste capacità, gli inverter grid forming supportano la rete prevalentemente durante i guasti, non inseguendo le esigenze ma imponendo direttamente dei parametri. Questo consente di avere una serie di funzionalità a supporto del sistema. Per esempio si riescono ad evitare situazioni di blackout e, in caso avvengano, il grid forming è in grado di riavviare autonomamente una sezione di rete senza fare affidamento su una sorgente esterna di energia (funzionalità black start). Questo agevola l’integrazione su larga scala delle rinnovabili senza compromettere stabilità e sicurezza.

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