FV su aree dismesse e zone agricole non utilizzate: in Italia un potenziale da 70 GW

by editore
ottobre

Il potenziale delle aree dismesse in Italia potrebbe garantire tra i 5,3 e gli 8,4 GW di nuova potenza fotovoltaica installata, cioè tra il 20 e il 30% della nuova potenza prevista dal Piano nazionale integrato energia e clima entro il 2030 (30 GW). Meglio ancora se si sfruttano le aree agricole non utilizzate: in questo caso il potenziale, stimato in oltre 61 GW, sarebbe ampiamente sufficiente a coprire le nuove installazioni richieste dagli obiettivi del Pniec.

Sono alcuni dati emersi questa mattina in occasione della presentazione della quinta edizione del Renewable Energy Report, il documento redatto dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano che analizza l’andamento delle installazioni da fonti rinnovabili in Italia e della produzione di energia pulita.

Per la prima volta dopo diversi anni si torna a parlare di crescita in Italia per il comparto delle rinnovabili, soprattutto per il fotovoltaico e l’eolico, grazie proprio al Pniec, a cui il report dedica ampio spazio. Il piano prevede 40 GW di nuovi impianti da fonti rinnovabili entro i prossimi dieci anni, di cui 30 GW di fotovoltaico, 9 GW di nuovo eolico e la restante parte distribuita tra idroelettrico e geotermico. Per raggiungere gli obiettivi fissati, le installazioni annuali previste dovranno essere nell’ordine dei GW, con un andamento di crescita decisamente superiore al passato.

«Sono obiettivi ambiziosi», commenta Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy&Strategy Group, «ma vanno raggiunti se si vuole ottenere il taglio delle emissioni di gas climalteranti stabilito a livello internazionale. Il Piano indica alcune misure: incoraggiare l’installazione di impianti di piccola taglia tramite quote minime di fonti rinnovabili nei nuovi edifici, con possibile estensione su quelli già esistenti; favorire l’autoconsumo attraverso l’evoluzione del meccanismo dello scambio sul posto e l’incremento della capacità installata di grande taglia; salvaguardare e potenziare gli impianti esistenti favorendo il repowering e il revamping; semplificare le procedure, ripartendo tra le regioni l’obiettivo nazionale».

Il report fornisce anche alcuni dati relativi al 2018: lo scorso anno in Italia sono stati installati 1.162 MW di nuovi impianti da FER, con una crescita del 28% rispetto al 2017. È l’eolico a fare la parte del leone con 511 MW, più del fotovoltaico che, con 437 MW, perde la leadership. Seguono l’idroelettrico con 140 MW e le biomasse con soli 74 MW. La potenza da rinnovabili supera dunque i 54 GW (37 GW se si esclude l’idroelettrico “storico”), ossia il 45% del parco di generazione italiano.

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